10 anni senza Cesare Maldini: il suo Torino al Filadelfia
Il 3 aprile 2016 se ne andava Cesare Maldini. Il grande difensore chiuse la carriera proprio al Torino nella stagione 1966-67 dopo 4 scudetti con il Milan.
Torino, 3 aprile 2026 – Sono passati esattamente dieci anni da quel 3 aprile 2016, giorno in cui il calcio italiano ha perso Cesare Maldini. Una figura leggendaria, padre di Paolo, bandiera del Milan e, per una stagione, anche granata.
Cesare Maldini: la carriera
Maldini senior crebbe nelle giovanili della Triestina, esordì in Serie A e nel 1954 passò al Milan, dove divenne una colonna difensiva insuperabile: oltre 400 presenze, 4 campionati vinti e una Coppa dei Campioni. Nel 1966, a 37 anni, scelse di chiudere la carriera proprio con la maglia del Torino. La stagione 1966-67 fu l’ultima del suo percorso da calciatore: 23 presenze e un contributo di esperienza e leadership in un Toro che stava ricostruendo il proprio cammino dopo gli anni difficili.
Quell’anno al Filadelfia Maldini portò non solo classe ma anche quella mentalità vincente che aveva respirato a Milanello. I tifosi granata dell’epoca lo ricordano come un professionista esemplare, sempre pronto a dare consigli ai più giovani e a difendere i colori del Toro con la stessa dedizione mostrata per il Diavolo.
Dopo il ritiro, Cesare intraprese una brillante carriera da allenatore: guidò la Nazionale Under 21 e, dal 1996 al 1998, la Nazionale maggiore, portando l’Italia a un passo dal titolo europeo nel 1996. La sua scomparsa, avvenuta a Milano nel 2016, lasciò un vuoto nel mondo del calcio.
Cesare Maldini, il ricordo del Torino Fc
Oggi, a dieci anni di distanza, il Torino Football Club rende omaggio a questo grande campione che ha indossato anche la nostra maglia. Un gesto che testimonia come la storia granata sia intrecciata con le leggende del pallone italiano. Cesare Maldini non è stato solo un grande milanista: è stato anche un granata per una stagione che resta nel cuore dei più anziani.
CuoreToro.it si unisce al ricordo di Cesare Maldini: la sua eleganza in campo, la sua signorilità fuori e quell’anno al Toro rimarranno per sempre parte della nostra storia.

