Njie punge il Torino: “Dopo Vanoli mi è mancata la fiducia, nemmeno io mi fidavo più”
Alieu Njie torna a parlare del Torino: “Dopo Vanoli non ho avuto la stessa fiducia”. L’esterno ritrova a Firenze proprio l’allenatore che lo aveva lanciato.
Alieu Njie torna a parlare del Torino e lo fa alla vigilia di una nuova avventura con la Fiorentina, dove ha ritrovato proprio Paolo Vanoli, l'allenatore che gli aveva concesso l'esordio in Serie A. Le parole dell'esterno svedese, oggi di proprietà viola dopo il trasferimento dal club granata, hanno però riportato alla luce anche il rapporto complicato con il Torino nelle stagioni successive al debutto.

Njie, presentandosi ai suoi nuovi tifosi, ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a lasciare il club nel quale era cresciuto e nel quale aveva trascorso cinque anni. Una scelta che, a suo dire, nasceva soprattutto dall'esigenza di trovare un contesto diverso per continuare il proprio percorso di crescita.
NJIE: “DOPO VANOLI NON HO AVUTO LA STESSA FIDUCIA”
Il passaggio più interessante per il Torino riguarda proprio il periodo successivo all'addio di Vanoli.
Njie ha riconosciuto al tecnico il merito di avergli dato l'opportunità di esordire in Serie A e di averlo aiutato a migliorare la continuità durante le partite. Poi, però, secondo il racconto del giocatore, qualcosa è cambiato.
“Dopo che se n'è andato non ho avuto la fiducia degli altri allenatori che sono arrivati dopo Vanoli e nemmeno io forse mi fidavo di loro per la mia crescita”, ha spiegato Njie durante la conferenza stampa.
È questa la frase che fa più rumore a Torino. L'esterno non ha infatti parlato soltanto di una mancanza di spazio, ma ha collegato la propria difficoltà a trovare continuità a un problema di fiducia reciproca con gli allenatori arrivati dopo Vanoli.
IL RAPPORTO CON VANOLI: “È GRAZIE A LUI SE HO DEBUTTATO”
Il rapporto con Vanoli resta invece completamente diverso. Njie ha ricordato come sia stato proprio l'attuale allenatore della Fiorentina a lanciarlo nel massimo campionato.
“Voglio ringraziarlo per avermi dato l'opportunità di debuttare in Serie A”, ha raccontato il giocatore, spiegando anche che ritrovare Vanoli a Firenze rappresenta per lui un vantaggio dal punto di vista tattico: avendo già lavorato con lui, conosce il suo modo di intendere il calcio e ciò che gli viene richiesto in campo.
Un legame che, almeno nelle parole di Njie, ha avuto un peso importante anche nella decisione di scegliere la Fiorentina.
DA TORINO A FIRENZE, UNA SCELTA PER CRESCERE
Lasciare il Torino, però, non è stato semplice. Njie ha raccontato di aver vissuto cinque anni importanti in granata e di aver imparato molto durante il percorso nel settore giovanile e poi in prima squadra.
La scelta di cambiare, ha spiegato, era legata alla volontà di vivere un'esperienza differente e di trovare un ambiente nel quale proseguire la propria crescita personale e professionale. La Fiorentina gli ha offerto questa possibilità e il ritorno di Vanoli sulla sua strada ha rappresentato un ulteriore elemento di continuità.

NJIE RIPARTE DA VANOLI E VUOLE CONQUISTARE FIRENZE
A Firenze Njie sembra aver trovato immediatamente un contesto nel quale sentirsi protagonista. L'esterno svedese ha parlato anche della volontà di regalare spettacolo ai tifosi viola, spiegando di essere quel tipo di giocatore che vuole far alzare il pubblico in piedi quando riceve il pallone.
Il paragone con Rafael Leão non lo spaventa, ma Njie ha chiarito di voler costruire un'identità propria: il portoghese è stato un'ispirazione, ma l'obiettivo è diventare semplicemente “Njie”.
Tra gli aspetti sui quali vuole migliorare c'è soprattutto la capacità di incidere sotto porta. Il classe 2005 ha ammesso di dover crescere nella finalizzazione e nelle decisioni da prendere negli ultimi metri, scegliendo più rapidamente tra tiro e assist.
LA FRECCIATA DI NJIE RIAPRE IL CAPITOLO TORINO
Le dichiarazioni di Njie riportano dunque l'attenzione sul suo percorso in granata. Il giocatore non ha cancellato i cinque anni trascorsi al Torino e ha riconosciuto l'importanza del club nella sua formazione, ma ha individuato nella fase successiva all'addio di Vanoli il momento nel quale, secondo la sua versione, è venuta meno quella fiducia necessaria per trovare continuità.
Poi è arrivato Roberto D'Aversa, che Njie ha indicato come l'allenatore capace di restituirgli quella fiducia e di permettergli di giocare con maggiore continuità.
Ora la sua storia riparte da Firenze, proprio con Vanoli. E per il Torino resta una curiosità inevitabile: vedere quanto riuscirà a crescere un talento che in granata aveva mostrato sprazzi interessanti, ma che non era riuscito a trovare quella continuità che oggi dice di aver cercato altrove.

