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Fabio Grosso

Dopo la deludente sconfitta contro l’Udinese, il Torino è chiamato a un immediato riscatto, nonostante ormai non abbia più nulla da chiedere alla stagione. I granata affronteranno il Sassuolo nella gara che aprirà la 36ª giornata di Serie A. 

Nel turno precedente, a Udine, sono emersi non solo evidenti limiti tecnici nella squadra di D’Aversa, ma anche una netta differenza qualitativa tra le due formazioni. L’Udinese ha dimostrato che, al di là del piazzamento di metà classifica, può contare su un organico di buon livello. 

Un discorso simile vale anche per il Sassuolo, già salvo da diversi mesi. All’andata i granata hanno strappato tre punti grazie al rigore trasformato da Vlasic, ma da quel momento la situazione delle due squadre è cambiata notevolmente.

La stagione del Sassuolo

Il Sassuolo ha vissuto una stagione molto positiva, che potrebbe diventare memorabile. I neroverdi occupano attualmente il decimo posto, a soli sei punti dalla settima posizione. È difficile, se non impossibile, che riescano a raggiungere la zona europea (servirebbe anche la vittoria dell'Inter in Coppa Italia), ma il fatto che una neopromossa sia ancora in corsa per certi obiettivi dimostra l’ottima programmazione del club.

La squadra può contare su numerosi giocatori di qualità, anche tra le seconde linee, capaci di fare la differenza anche in contesti più ambiziosi. È mancata un po’ di continuità contro le squadre di bassa classifica (Verona, Parma, Pisa), ma sono arrivati risultati importanti, come le recenti vittorie contro Como e Milan. Un gruppo competitivo, che non si tira indietro e che, visti anche gli investimenti, ha ampi margini di crescita.

Berardi e Laurienté

La scelta di Grosso

Puntare su Fabio Grosso si è rivelata la mossa decisiva del Sassuolo, capace di trasformare una squadra reduce dalla retrocessione in un gruppo solido e organizzato. L’ex campione del mondo con la Nazionale, dopo esperienze altalenanti tra Serie B ed estero, sembra aver trovato l’ambiente ideale per valorizzare le proprie idee di gioco: intensità nel palleggio, coraggio nelle scelte e un’identità offensiva ben definita.

Il Sassuolo è una squadra che difficilmente annoia, capace di dare continuità ai risultati senza attraversare lunghi periodi di crisi.

La ricerca del talento

Il Torino ha seguito a lungo profili come Laurienté e Volpato, due giocatori che in passato non erano riusciti a imporsi del tutto ma che in questa stagione hanno dimostrato qualità superiori alla media. Il solito Berardi resta una certezza, come confermato anche contro il Milan, mentre Matic (inizialmente sottovalutato) ha saputo imporsi con personalità e leadership.

Da segnalare anche le ottime prestazioni di Muric tra i pali, tra i migliori della stagione, e la solidità della coppia difensiva Muharemovic-Idzes (quest’ultimo già seguito in passato dal Torino). Nel complesso, una rosa costruita con l’obiettivo di crescere nel tempo, più che fungere da semplice vetrina per i grandi club.

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