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Gennaro Gattuso

Il mondo Torino si è svegliato questa mattina con una notizia importante in vista della prossima stagione: secondo diverse indiscrezioni, sarebbe stata presentata un’offerta ufficiale a Gennaro Gattuso. L’ex commissario tecnico della Nazionale sarebbe stato individuato come principale candidato per la panchina granata, al posto dell’attuale allenatore Roberto D’Aversa.

Una scelta che, pur non essendo ancora stata confermata ufficialmente (bisognerà infatti attendere la conclusione del campionato) ha già acceso il dibattito tra i tifosi. In molti apprezzano il profilo di “Ringhio”, anche alla luce delle piazze importanti in cui ha allenato; altri, invece, ne contestano l’incostanza nei risultati.

Gattuso, perché sì

Gennaro Gattuso è un profilo che da anni affascina Urbano Cairo che, come già accaduto in passato con Giovanni Simeone, lo considera ideale per incarnare i valori del Torino. Prima da calciatore e poi da allenatore, il tecnico calabrese ha sempre messo in evidenza il proprio carisma, mostrando un atteggiamento combattivo in qualsiasi ambiente abbia vissuto. Non è un caso che i giocatori allenati da lui ne abbiano spesso parlato come di una figura paterna.

Urbano Cairo, Presidente del Torino FC
Urbano Cairo, Presidente del Torino FC

Un uomo diretto, che non teme il confronto e che ha sempre cercato di mettere il gruppo davanti ai singoli. Oltre all’aspetto caratteriale, Gattuso ha ottenuto anche risultati importanti, raggiungendo due finali di Coppa Italia con Milan e Napoli e vincendo proprio con i partenopei il trofeo ai rigori contro la Juventus.

Nonostante un’età ancora relativamente giovane per un allenatore, può già vantare esperienze di rilievo, compresa l’ultima, deludente, parentesi sulla panchina della Nazionale, culminata con il mancato accesso al Mondiale.

Rispetto alla scelta fatta lo scorso anno con Marco Baroni, si tratterebbe di un profilo quasi opposto, soprattutto per carisma e gestione della comunicazione.

Gattuso, perché no

Se da una parte si può parlare di un allenatore che ha accumulato esperienze importanti, dall’altra è inevitabile analizzare anche i risultati ottenuti negli ultimi anni. A eccezione della vittoria della Coppa Italia con il Napoli (l’unico trofeo conquistato da allenatore), Gattuso non è mai riuscito a lasciare davvero il segno.

Il salto dalla Serie B al Milan, passando direttamente dalla Primavera alla prima squadra, potrebbe aver condizionato negativamente il suo percorso, forse troppo precoce per un tecnico ancora alle prime armi.

Al di là dei risultati, però, c’è un aspetto che genera più di qualche perplessità: il fallimento con la Nazionale. Dopo una delusione destinata a rimanere tra le più amare della storia azzurra, è possibile che il tecnico non si sia ancora lasciato completamente alle spalle quell’esperienza.

Gennaro Gattuso, ex ct della Nazionale

L’avventura in Nazionale si è rivelata un’arma a doppio taglio per “Ringhio”, che negli ultimi mesi ha dovuto convivere con una pressione enorme, emersa chiaramente anche nelle conferenze stampa, e che sembra averlo logorato soprattutto dal punto di vista psicologico.

Non è detto che questa situazione non possa trasformarsi in uno stimolo per ripartire ma, la relativa inesperienza unita a un trauma sportivo di tale portata, potrebbe incidere anche nella prossima avventura in panchina. Gli allenatori, dopo grandi delusioni, spesso perdono certezze e fanno fatica a ricostruirsi. Starà quindi a Gattuso capire quale direzione dare alle proprie motivazioni. 

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