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Daniel Braganca in Fiorentina Torino

BRAGANÇA, VENTIQUATTRO MINUTI BASTANO PER CAMBIARE UNA GERARCHIA?

Il Torino ha perso 0-2 contro la Roma, ma dalla sfida del Grande Torino è arrivato anche un segnale che Ignazio Abate potrebbe non voler ignorare.

Il nome è quello di Daniel Bragança.

Il centrocampista portoghese è entrato all'intervallo al posto di Gineitis e, in una partita nella quale il Torino aveva fatto molta fatica a costruire nel primo tempo, ha portato qualcosa di diverso: qualità, personalità e soprattutto la capacità di giocare tra le linee della pressione romanista.

Non è bastato per riaprire una partita che la Roma ha saputo gestire con grande solidità. Ma è bastato per lasciare una domanda sul tavolo:

dopo la sosta, Bragança può diventare titolare al posto di Gineitis?

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L'INGRESSO CONTRO LA ROMA NON E' PASSATO INOSSERVATO

La differenza non va raccontata soltanto attraverso le sensazioni.

Sofascore ha registrato per Bragança, nei minuti giocati contro la Roma, 0,25 expected assists, il dato più alto tra i giocatori del Torino, oltre a una grande occasione creata. Il centrocampista portoghese è riuscito a dare maggiore qualità alla manovra e a trovare anche una giocata verticale importante per Simeone.

È proprio questo l'aspetto che può interessare maggiormente Abate.

Bragança non è entrato limitandosi a fare il compitino. Ha cercato di alzare il ritmo del possesso, ricevere sotto pressione e trovare soluzioni in avanti.

In una squadra che nel primo tempo aveva prodotto appena 0,11 xG contro gli 1,46 della Roma, il cambio di passo nella costruzione offensiva era evidente.

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GINEITIS, AL CONTRARIO, HA FATICATO

Dall'altra parte c'è la prestazione di Gvidas Gineitis, sostituito proprio all'intervallo.

Le pagelle di Torino Roma

Il lituano era partito titolare per la quarta volta consecutiva in campionato, ma contro la Roma ha faticato a incidere. La sua partita è stata giudicata da 5,5 da Quotidiano Nazionale, mentre Sofascore aveva già registrato un rendimento inferiore a quello dei compagni nelle prime uscite.

Il problema non è tanto il confronto tra due giocatori con caratteristiche completamente sovrapponibili.

Anzi, è proprio questo il punto.

Gineitis dovrebbe offrire soprattutto fisicità, lavoro senza palla e presenza nei duelli, ma in queste prime giornate non si è visto nulla di questo. Bragança porta invece un calcio più creativo, più imprevedibile.

E contro la Roma si è visto quanto al Torino sia mancata, soprattutto nel primo tempo, una soluzione capace di accompagnare meglio la fase offensiva.

Gvidas Gineitis in azione con la terza maglia del Torino FC 2026-2027

BRAGANÇA HA UNA QUALITA' CHE AL TORO SERVE

Il portoghese non è ancora al massimo della condizione.

Questo è importante sottolinearlo, perché il suo percorso in granata è iniziato in maniera graduale e il minutaggio è stato aumentato progressivamente. Lo stesso Abate ha spiegato che “dopo la sosta sicuramente sarà pronto”.

Quella frase potrebbe diventare molto importante.

Perché la sosta non sarà soltanto un momento per recuperare energie. Potrebbe essere anche il punto di partenza per una nuova gerarchia a centrocampo.

Bragança avrà tempo per lavorare con Abate (anche se la gara di Bologna rischia di diventare decisiva per il futuro del tecnico), assimilare meglio i movimenti della squadra e soprattutto avvicinarsi a quella condizione fisica necessaria per giocare dall'inizio.

E se il suo impatto contro la Roma è stato questo ancora senza essere al 100%, è legittimo chiedersi cosa possa dare quando sarà realmente pronto.

Daniel Bragança, centrocampista del Torino FC

MANDRAGORA E FITZ-JIM: LA POSSIBILE SOLUZIONE

L'eventuale inserimento di Bragança dal primo minuto non significherebbe necessariamente stravolgere il centrocampo.

Anzi, potrebbe essere proprio Mandragora a garantire equilibrio, con Fitz-Jim a completare un reparto maggiormente orientato alla qualità.

La presenza di Bragança permetterebbe ad Abate di avere un giocatore capace di cercare maggiormente la giocata in verticale, di associarsi con i compagni e di avvicinare il centrocampo alla zona offensiva.

È un tipo di soluzione che il Torino potrebbe utilizzare soprattutto contro squadre che lasciano meno spazi e obbligano i granata a costruire con maggiore pazienza.

GINEITIS NON FUORI DAI GIOCHI, MA RISCHIA LA TITOLARITA'

Questo non significa che Gineitis sia diventato improvvisamente inutile.

Il Torino ha bisogno anche di giocatori con le sue caratteristiche. In alcune partite, soprattutto quando serviranno maggiore aggressività, recupero palla e fisicità, il suo profilo può ancora essere importante.

Ma la prestazione contro la Roma ha cambiato una cosa: la concorrenza è diventata reale.

E questo può essere un bene anche per lo stesso Gineitis.

Se Bragança mette pressione per conquistare una maglia da titolare, il lituano dovrà rispondere sul campo. Abate avrà così due giocatori con caratteristiche diverse tra cui scegliere in base alla partita.

La sensazione è che, una volta raggiunta la migliore condizione dopo la sosta, Bragança possa avere tutte le carte per partire davanti a Gineitis.

Non perché il portoghese sia necessariamente “migliore” in assoluto, ma perché può offrire al Torino qualcosa che in questo momento serve molto: più qualità nella costruzione e più coraggio con la palla tra i piedi.

E dopo quello che si è visto contro la Roma, il numero 21 ha iniziato a bussare forte alla porta di Abate.

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