header logo
Urbano Cairo in tribuna ad assistere a Sassuolo Torino

A margine del Festival dello Sport di Trento, il presidente del Torino FC Urbano Cairo ha tracciato un primo bilancio sull'avvio di stagione della squadra granata. Il patron non si è nascosto dietro un dito, ammettendo apertamente di aver sperato in un inizio di campionato differente sotto la guida del nuovo tecnico Ignazio Abate, ma ha voluto lanciare un chiaro messaggio di compattezza e totale fiducia nei confronti dell'allenatore e dell'intera area tecnica.

“Se mi aspettavo di più dal mio Torino? Sicuramente devo dire di sì. C'è stato anche un calendario impegnativo e questo può essere una piccola scusante, assieme a qualche giocatore arrivato all'ultimo e quindi in condizione ancora non buona. Ora ci sono tre settimane di lavoro con quasi tutti, Abate ha voglia di dimostrare e di fare di più nel suo animo. Io, insieme al DS Petrachi e a tutti noi, lo supporto”.

Ignazio Abate, allenatore del Torino FC

LA SVOLTA TATTICA E IL RETROSCENA DI MERCATO SULL'ADDIO A NJIE

Oltre all'analisi sul rendimento collettivo, Cairo ha svelato un retroscena molto significativo legato alle battute finali del mercato estivo, spiegando i motivi che hanno spinto la dirigenza a privarsi del giovane talento Alieu Njie, trasferitosi alla Fiorentina. Una scelta dolorosa ma dettata esclusivamente da motivazioni di natura tattica e di sviluppo del ragazzo.

“Le è dispiaciuto cedere Njie? Sì, ho molta stima di lui. Il tema è che lui ama giocare come esterno offensivo, ma noi nel nostro modulo di oggi, in attacco, non utilizziamo questo tipo di figura: sarebbe stato molto sacrificato. Rischiavamo di passargli un altro anno ad aspettarlo in panchina senza che potesse realmente esprimersi ed esplodere. Per questo motivo gli ho dato la chance di andare alla Fiorentina. L'ho rivisto recentemente a Firenze e mi ha ringraziato per questa opportunità”.

TRE SETTIMANE CHIAVE AL FILADELFIA PER COSTRUIRE IL RILANCIO

Le parole del presidente certificano come la sosta per le Nazionali e questo mese di ottobre siano considerati un vero e proprio spartiacque all'ombra del Filadelfia. Archiviate le scusanti del mercato tardivo e della forma atletica precaria dei nuovi innesti (come Rodriguez, Belghali e Bragança), Abate ha ora l'occasione di plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza.

Il pieno supporto della società e il lavoro quotidiano sui dettagli rappresentano la base su cui il Torino vuole e deve costruire la rincorsa in classifica, a partire dal prossimo delicato match casalingo contro l'Udinese.

Ilkhan, che salto! Montella lo chiama in Nazionale maggiore per le sfide con Belgio e Italia