Improvvisare non è risparmiare; è l'anticamera del fallimento.
Dopo vent'anni di nulla, è' giunta l'ora di cambiare. Il Toro merita ben altro.
Ci risiamo.
Per l'ennesima volta, e per il quarantunesimo mercato, noi tifosi granata siamo costretti a sopportare cose incomprensibili, notizie o informazioni che si fa troppa fatica a digerire.
L'unico digestivo possibile ormai, è vedere il Toro sul mercato in attesa di acquirenti con idee e potenzialità migliori di questa proprietà, che in vent'anni ha dimostrato di non essere all'altezza di un club leggendario e tra i più importanti d'Italia.
Un club storico che ha avuto anche un peso in Italia non solo a livello calcistico.
Per chi non lo sapesse, o non ricordasse, il calcio in Italia è nato a Torino. Ebbene sì, un paio di anni prima che nascesse il Genoa Crickett & Football club, fondato nel 1893, ci furono già due club a Torino che si fusero tra loro. Il TorinoFCC nato nel 1887 e il Nobili Torino fondato nel 1889.
Sotto la presidenza del Duca degli Abruzzi, i due club si fusero nell' International Football Club o meglio noto come Internazionale Torino nel lontano 1891.
Quindici anni dopo, nel 1906, dalla fusione di questo antichissimo club con la Torinese, club a sua volta fondato nel 1894 e in difficoltà economiche, nacque il Torino Football Club, sotto la proprietà di uno svizzero, Alfred Dick, e la presidenza di un altro imprenditore svizzero tal Hans Schoenbrod.
Il Toro, il nostro Toro, ha quindi radici antichissime e una storia che altri club più blasonati si sognano; basterebbe fare un salto al Museo del Grande Torino e della leggenda Granata, oggi a Grugliasco, per saperne di più.
Non esiste al mondo un club con una storia così costellata da tragedie e da rinascite, un alternanza di successi e colpi bassi del destino che nessuno al mondo possiede.
Un club come questo meriterebbe una proprietà adeguata alla sua storia: da oltre vent'anni, assistiamo, soffrendo, a pura improvvisazione, quasi dilettantesca eppure siamo in Serie A e siamo una delle piazze principali d'Italia. Persino i nostri colori, il granata assimilabile al sangue, hanno una storia; una storia, si racconta, legata ad una camicia intrisa del sangue di un eroico messaggero, morto ai tempi della liberazione di Torino dall'assedio del Re Sole di Francia nel lontanissimo 7 settembre 1706. Duecento anni e quasi due mesi prima della fondazione dello storico club granata datata come si sa 3 dicembre 1906.
Tornando al calcio, non serve ricordare i record tuttora imbattuti delle Leggende granata perite a Superga ( luogo, tra l'altro, dove arrivò il messaggio della liberazione di Torino al duca Vittorio Amedeo II , che decise di edificare lì nel 1717 proprio la Basilica di Superga!) tra i quali spiccano i ben 10 giocatori dati alla Nazionale e schierati contro l'Ungheria, e i 125 gol contro solo 33 gol subiti nel campionato del 47/48 , vinto con ben 16 punti di distacco sulla seconda ( Milan).
Solo il fato li vinse ….
Come si fa a sopportare, per il tifoso di un simile storico e leggendario club, una società capace solo di affittare tutto, che non costruisce nulla, non ha nessuna proprietà e nessun valore immobiliare. Non ha nulla di granata nell'organigramma e nella mentalità, il granatismo non è nelle sue corde. Come si fa ad assistere a scene vergognose sul campo come contro il Como o l'Inter e a scene ridicole come quelle che i vari mercati di questa società offrono? Solo dallo scorso anno, stiamo assistendo a tutto e il contrario di tutto:
cessioni lampo di nazionali italiani quali Buongiorno, Bellanova o Ricci, senza trovare sostituti all'altezza, o esoneri inspiegabili come quello di Vanoli, che con una squadra sulla carta più debole di questa, riuscì a fare più punti e subire meno goal.
Ancora oggi, e siamo a fine Gennaio, Petrachi cerca un difensore centrale, un esterno e un regista a centrocampo. Pare sia arrivato Prati, inseguito da un mese, ma non basta. Zapata lo scroso anno sostituito da un Salama in prestito e subito rotto. Tchoca preso dal Corinthians e rispedito al mittente per apparenti problemi medici. Petrachi è ancora alla ricerca di un difensore, si spera mancino, e mancano 48 ore al gong. Nel frattempo una difesa ridotta all'osso annovera Ismajili e Masina infortunati e si sapeva, Coco incostante e Maripan messo in un angolo per discussioni su riduzioni ingaggio…a metà stagione tu vai a spalmare e ridurre ingaggio nel contratto in discussione, ad un giocatore leader come Maripan? Sapendo di avere in difesa problemi enormi con 40 gol subiti, peggiori della serie A?
Una difesa costretta a schierare Tameze, sul mercato da due anni e mediano di ruolo?
Ma Della Valle, Nguessan, Mullen ecc…nostri giovani difensori ex primavera, non sarebbero tornati utili vista la penuria di quest'anno?
E in porta? Avevamo Savic, nazionale serbo, è stato preso uno sconosciuto senza esperienze in SerieA e panchinaro in portogallo, che ora langue in panchina a fare la riserva di chi. lo scroso anno, era riserva fissa di Savic…tutto in nome della plusvalenza, la parola magica che aggiusta i bilanci e il morale della presidenza.
Vogliamo parlare di Baroni, fautore del 4231 con mercato fatto di conseguenza e ora giochiamo da 4 mesi con il 352? Di fatto mettendo giocatori fuori rosa come Nkounkou o Asslani o cambiando di ruolo alcuni di essi, vedi Aboukhlal. Baroni che è ancora al suo posto nonostante risultati catastrofici in serie.
Si poteva esonerarlo a mercato aperto, onde dare una chance al nuovo arrivato di ottenere qualcosa…invece no.
E andando indietro nel tempo vogliamo parlare del centrocampo ridotto all'osso con Mazzarri, poi esonerato, o della difesa colabrodo con Mihajlovic, esonerato dopo uno 0-0 , parlare di Juric senza attacco che nei suoi tre anni ha dovuto ricominciare sempre da zero e ha dovuto picchiarsi con il DS per farsi ascoltare? DS che ha fatto il mercato ma che è stato esonerato a dicembre , per far spazio al ritorno di colui che 7 anni fa litigò di brutto con Cairo per ritrovarsi di nuovo alle sue dipendenze. Petrachi è adesso al lavoro, e pur conoscendo da agosto i grossi punti deboli di questa rosa, è ancora alla ricerca di rinforzi decenti…Anche i sassi sanno che a gennaio il mercato è più difficile, le operazioni vanno programmate per tempo, i migliori difficilmente se ne vanno e per fare operazioni lampo serve scucire. Non improvvisare.
Senza programmazione, ma agendo solo nel nome dell'improvvisazione a caccia del risparmio facile, non si va da nessuna parte, e di sicuro non si risparmia, anzi….si va incontro al fallimento, che in questo caso si chiama lotta Salvezza. Altro che Europa signori….ma questo noi tifosi lo sapevamo, ce lo dicevamo da mesi, fin da Agosto…
Lo sanno anche i sassi ma non, evidentemente, questa società.
Vendete il Toro
Grazie

