Policano: "Ad Abate serve tempo. Il Toro? Europa difficile"
Roberto Policano analizza il Torino di Abate: «Bisogna avere fiducia nel suo lavoro». E sull'Europa: «Almeno 8 squadre sono più attrezzate».
L’ex terzino granata a Tuttosport: «Capisco che i tifosi vogliano di più, ma per l’Europa è difficile: almeno otto squadre sono più attrezzate». E su Abate: «Bisogna credere e avere fiducia nel suo lavoro».
Roberto Policano torna a parlare del suo Torino e lo fa con una posizione piuttosto chiara: Ignazio Abate ha bisogno di tempo. L'ex terzino granata, intervistato da Tuttosport, analizza il momento della squadra e invita a tenere conto del percorso intrapreso dal club, senza però nascondere le difficoltà di una competizione per l'Europa che, secondo lui, oggi vede almeno otto squadre più attrezzate.
Un messaggio che arriva in una fase nella quale il Torino sta ancora cercando il proprio equilibrio dopo un mercato che ha modificato profondamente la rosa.

«AD ABATE SERVE TEMPO»
Policano parte proprio dal tecnico. L'ex granata ritiene che Abate debba essere accompagnato nel suo percorso e che non sia ancora il momento di trarre conclusioni definitive sul suo lavoro.
«Bisogna credere e avere fiducia nel suo lavoro», è il concetto espresso da Policano.
Una posizione che aveva già manifestato nelle settimane scorse, quando aveva definito Abate un allenatore con idee interessanti, sottolineando come conoscesse bene l'ambiente granata e ciò che i tifosi chiedono alla squadra.
Il punto, per Policano, è soprattutto legato ai tempi di costruzione. Il Torino ha cambiato diversi giocatori e l'allenatore sta ancora cercando la soluzione tattica migliore. Lo stesso Abate aveva chiesto tempo a settembre, spiegando che una nuova idea di calcio e tanti cambiamenti richiedono passaggi progressivi per essere assimilati.

«PER L'EUROPA È DIFFICILE»
Policano non alimenta però aspettative immediate sull'Europa.
«Capisco che i tifosi vogliano di più, ma per l'Europa è difficile: almeno 8 squadre sono più attrezzate», è il passaggio più netto dell'intervista.
Un'analisi che tiene conto della concorrenza in Serie A e che, soprattutto, invita a distinguere tra ambizione e obiettivi immediati.
Il Torino può certamente provare a crescere, ma secondo l'ex terzino la lotta per le posizioni europee resta complicata proprio per la presenza di diverse squadre con rose più profonde e maggiori possibilità.
«IL MIO TORO È STATO UN'ECCEZIONE»
Il confronto con il Torino vissuto da Policano è inevitabile. Quella squadra, allenata da Emiliano Mondonico, riuscì a costruire un percorso straordinario fino alla finale di Coppa UEFA contro l'Ajax eliminando il grande Real Madrid.
Policano ne ha sempre conservato un ricordo particolare. In quella squadra il Torino trovò una combinazione di identità, continuità e qualità che gli permise di andare oltre le aspettative.
Non è quindi un paragone semplice da trasferire al calcio di oggi.
L'ex granata sembra ricordarlo proprio per sottolineare quanto sia difficile trasformare una squadra in una sorpresa capace di inserirsi stabilmente ai vertici.
BRAGANÇA INTRIGA, VLASIC VA ASPETTATO
Tra i giocatori dell'attuale rosa, Policano si sofferma anche sulle qualità individuali.
Uno dei nomi che lo incuriosiscono maggiormente è Daniel Bragança, centrocampista arrivato dallo Sporting. L'ex terzino ne apprezza soprattutto il talento e la qualità tecnica.
Su Nikola Vlašić, invece, il messaggio è quello della pazienza. Il croato resta un giocatore sul quale il Torino può puntare, ma deve ritrovare continuità e condizione per esprimere pienamente le proprie qualità.
È un discorso che si inserisce perfettamente nella fase attuale del Torino: molti giocatori sono ancora alla ricerca della migliore condizione e Abate deve trovare il modo di farli rendere nel sistema più adatto.
MANDRAGORA E LA NUOVA IDENTITÀ DEL TORO
Policano aveva già indicato Rolando Mandragora come un elemento destinato ad avere un ruolo centrale nel nuovo Torino.
Nella sua precedente intervista aveva parlato del centrocampista come di un possibile perno della squadra, sia per le qualità tecniche sia per la personalità.
È uno degli elementi attraverso cui il Torino può provare a costruire quella identità che ancora manca in maniera definitiva.
La sosta per le nazionali rappresenta in questo senso un passaggio importante per Abate: il tecnico dovrà lavorare sull'equilibrio della squadra e trasformare le diverse soluzioni provate nelle prime giornate in un assetto più riconoscibile.

POLICANO E IL LEGAME CON IL TORO
Policano ha giocato nel Torino dal 1989 al 1992, collezionando 100 presenze e 21 gol e arrivando fino alla finale di Coppa UEFA del 1992. Il rapporto con l'ambiente granata è rimasto forte anche dopo la fine della carriera.
Nella sua precedente intervista aveva raccontato di avere il cuore diviso tra Torino e Roma, ma aveva definito le esperienze vissute con il Toro come qualcosa di unico.
Oggi guarda quindi con attenzione alla squadra di Abate. E il suo messaggio è soprattutto uno: prima di chiedere risultati immediati, bisogna capire quale sarà il vero volto di questo nuovo Torino.
Abate, secondo Policano, merita il tempo necessario per trovarlo.

