Bologna-Torino, come può cambiare la squadra di Palladino
Palladino debutta contro il Torino: il 3-4-2-1, la costruzione dal basso, l'ampiezza e le idee tattiche del nuovo Bologna.
Il nuovo allenatore del Bologna avrà pochissimo tempo per preparare la sfida contro il Torino, ma il suo calcio ha caratteristiche precise: difesa a tre, ampiezza e costruzione dal basso.
Il Torino si troverà di fronte un Bologna nuovo nella guida tecnica. Raffaele Palladino è il nuovo allenatore del Bologna; la società ha optato per l'esonero di Domenico Tedesco e sabato debutterà contro la squadra di Ignazio Abate.
Il tempo per cambiare radicalmente la squadra sarà pochissimo. Ma Palladino porta con sé idee tattiche abbastanza riconoscibili, maturate nelle esperienze precedenti e analizzate anche nel suo periodo alla guida dell'Atalanta.

IL 3-4-2-1 COME PUNTO DI PARTENZA
Il sistema di riferimento di Palladino è il 3-4-2-1. Durante la sua esperienza all'Atalanta la squadra ha alternato questo assetto al 3-4-1-2 e, nella fase di possesso, anche a strutture differenti come il 3-1-4-2 e il 3-4-3.
Questo significa che il modulo di partenza non deve essere considerato rigido. La caratteristica principale del calcio di Palladino è infatti la capacità di modificare la struttura della squadra a seconda della fase di gioco e dell'avversario.
COSTRUZIONE DAL BASSO E AMPIEZZA
Uno degli aspetti più riconoscibili è la costruzione dal basso.
L'obiettivo è iniziare l'azione con ordine, utilizzando i difensori e il portiere per attirare la pressione avversaria e trovare successivamente gli spazi per avanzare. Nell'analisi dell'Atalanta viene evidenziato anche il ruolo degli esterni, chiamati a garantire ampiezza e a partecipare alla progressione offensiva.
È un principio che Palladino aveva già espresso anche nel suo lavoro precedente: la squadra deve allargare il campo, creare linee di passaggio e sfruttare le catene laterali.
GLI ESTERNI HANNO UN RUOLO CENTRALE
Nel 3-4-2-1 gli esterni sono fondamentali perché devono garantire profondità e ampiezza.
In fase offensiva possono arrivare molto avanti, mentre quando la squadra perde palla sono chiamati a ripiegare per ricomporre una linea a cinque. Proprio questo meccanismo è stato analizzato nel dettaglio durante l'esperienza di Palladino a Bergamo.
Per il Torino sarà quindi interessante capire quali giocatori del Bologna verranno utilizzati sulle fasce e quanto Palladino riuscirà a modificare il loro atteggiamento già nella prima partita: Holm e Miranda sono i candidati a partire nell'11 titolare.
POSSESSO, MA ANCHE VERTICALITÀ
Il calcio di Palladino non significa soltanto possesso palla.
L'analisi tattica dell'Atalanta evidenzia infatti anche la ricerca della verticalizzazione e delle transizioni offensive. Una volta recuperato il pallone, la squadra può accelerare attraverso conduzioni, passaggi verticali e movimenti degli attaccanti alle spalle della difesa.
È proprio questa combinazione tra costruzione ragionata e accelerazioni improvvise che il Torino dovrà cercare di leggere. Bernardeschi, Cambiaghi e Orsolini sono gli uomini che possono cambiare le partite con le loro giocate.

COSA PUÒ CAMBIARE CONTRO IL TORINO
La vera incognita è rappresentata dal poco tempo a disposizione.
Palladino non può cancellare in pochi giorni tutto il lavoro precedente e costruire un Bologna completamente nuovo. È però possibile che intervenga subito su alcuni principi: posizione degli esterni, costruzione dal basso, occupazione degli spazi e atteggiamento senza palla.
Per Abate questo significa preparare una partita contro un avversario difficile da decifrare, perché le prime scelte del nuovo allenatore potrebbero già modificare alcuni riferimenti rispetto al Bologna visto nelle prime quattro giornate.
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