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Leo Junior, ex centrocampista brasiliano del Torino

Il passato e il presente del Torino si incrociano in una giornata carica di ricordi ed emozioni. La leggenda brasiliana Leo Junior è tornato a respirare l’aria dello storico stadio Filadelfia, accompagnato da tutta la sua famiglia e dal figlio Junior. Il campione verdeoro, che ha illuminato il centrocampo granata dal 1984 al 1987, ha rilasciato una lunga intervista analizzando a fondo il momento attuale della squadra di Ignazio Abate e regalando un'importante investitura al nuovo portiere titolare.

«Ho visto giocare Lucas Perri di recente, nell'ultimo match contro la Roma. Ha commesso un errore, è vero, ma che portiere è? Io me lo ricordo molto bene quando giocava in Brasile, prima al San Paolo e poi al Botafogo. Perri è un portiere di grandissimo spessore, dotato di eccellenti mezzi tecnici e fisici. Ha solo bisogno di un pizzico di tempo per ritrovare la forma migliore. I tifosi devono fidarsi di lui, le sue qualità sono indiscutibili».

Lucas Perri, portiere del Torino FC

L'ELOGIO AL NUOVO FILADELFIA E L'APPELLO PER IL MUSEO DEL TORO

L'impatto visivo con la ricostruzione dello storico quartier generale granata ha letteralmente stregato l'ex fuoriclasse brasiliano.

«Il nuovo Filadelfia è semplicemente meraviglioso. Ai miei tempi ci allenavamo qui, ma oggi la struttura è eccezionale, un perfetto centro sportivo d'avanguardia. Tuttavia, c'è una cosa che va assolutamente fatta: ora che la ruota e l'elica del Grande Torino sono al Museo di Grugliasco, è fondamentale che l'intero Museo del Grande Torino venga trasferito qui al Filadelfia. Unire la storia del Tempio alla memoria della squadra in un unico luogo sarebbe fantastico».

Maglia Leo Junior

IL RAPPORTO CON LA PRESIDENZA: «CAIRO NON LO VEDO E NON LO SENTO»

Junior non si è sottratto alle domande più spinose riguardanti l'attuale gestione del club, evidenziando il clima di forte contestazione che si respira attorno alla dirigenza.

«Vedo che ogni anno la classifica è più o meno identica, ci si accontenta di galleggiare a metà classifica. Per una società importante e storica come il Torino, l'obiettivo fisso deve essere la continuità nelle coppe europee. Le voci di contestazione su Urbano Cairo? Io vivo in Brasile e il presidente non lo vedo e non lo sento da anni, ma so che l'ambiente è freddo. Avere in società ex bandiere come Zaccarelli, Comi o Rossi sarebbe fondamentale per ridare l'identità che oggi manca a questa dirigenza».

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