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Alessio Cacciamani, Stadio Grande Torino

l Torino e la svolta tattica: perché la difesa a quattro può liberare il potenziale del Toro

Ignazio Abate, allenamento al Pinzolo

Due indizi non fanno ancora una prova, ma i finali delle trasferte di Firenze e Bologna hanno insinuato un dubbio concreto: il Toro può essere decisamente più efficace con la difesa a quattro. Un’impressione alimentata dallo stesso tecnico Ignazio Abate, che in conferenza stampa ha aperto esplicitamente a questa soluzione, confermando la disponibilità a percorrere una strada tattica diversa.

Analizzando la rosa granata, la svolta strutturale appare quasi naturale per tre ragioni principali:

Caratteristiche dei difensori: Il pacchetto di centrali a disposizione è numericamente limitato per sostenere a lungo la linea a tre. Inoltre, diversi elementi in rosa vantano una maggiore abitudine e reattività nei meccanismi del reparto a quattro.

Pietro Comuzzo, in azione con la seconda maglia del Torino FC contro la Fiorentina

Abbondanza e qualità sulle corsie: Un modulo come il 4-2-3-1 permetterebbe di sfruttare al meglio i tanti esterni in organico. Laterali con spiccate attitudini difensive come Fortini, Patterson, Belghali e lo stesso Rodriguez garantirebbero la necessaria solidità in fase di ripiego.

Niccolò Fortini, esterno del Torino FC

Libertà per la trequarti: Il vero punto di svolta riguarderebbe i tre uomini dietro la punta. Abate avrebbe solo l'imbarazzo della scelta e, soprattutto, potrebbe avanzare il raggio d'azione di Cacciamani. Esentato da eccessivi compiti di copertura, il talento granata sarebbe libero di inventare nella posizione più consona alle sue caratteristiche.

Non va dimenticato, infine, il trend del calcio moderno: la maggior parte dei top club adotta ormai la linea a quattro per garantire un calcio meno bloccato, più fluido e marcatamente offensivo. Per il Toro, il futuro tattico sembra già tracciato.

Sandro Mellano

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