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Mentre a Pinzolo il Torino di Ignazio Abate lavora sul campo per assimilare i meccanismi del nuovo 3-4-2-1, lontano dai riflettori del calciomercato si gioca una partita altrettanto importante. È quella della preparazione atletica, il lavoro silenzioso che nelle settimane di ritiro pone le basi dell'intera annata granata. Doppie sedute, corse al torrente, esercitazioni di forza e test fisici: tutto concorre a costruire un fisico capace di reggere la maratona tra campionato e coppe. Perché i punti si conquistano ad autunno e primavera, ma la benzina per arrivarci si accumula proprio adesso, tra le montagne del Trentino.

 

La condizione atletica, il primo acquisto della stagione

Nel calcio moderno la tenuta fisica non è un dettaglio, ma un fattore che pesa quanto un innesto sul mercato. Una squadra ben preparata corre di più negli ultimi venti minuti, recupera prima tra una gara e l'altra e, soprattutto, si espone meno agli infortuni. Non a caso il lavoro di Abate e del suo staff atletico procede per gradi, senza forzature:

  • Nella prima fase spazio al lavoro aerobico, per ricostruire la base dopo lo stop.
  • Poi l'introduzione progressiva della forza, con sovraccarichi mirati in palestra.
  • Infine intensità, rapidità e gesti specifici, per trasferire la condizione in campo.

L'obiettivo è arrivare alla prima di campionato con un gruppo capace di sostenere ritmi alti per novanta minuti. Ma dietro la costruzione del motore c'è un aspetto che i tifosi vedono solo quando qualcosa va storto: la salute di muscoli, tendini e articolazioni.

 

Prevenzione infortuni: la sfida invisibile del ritiro

Ogni stagione, la classifica dei granata è condizionata almeno quanto dai gol dalla lista degli infortunati. Stiramenti, problemi articolari e guai tendinei possono privare un allenatore dei suoi uomini migliori nei momenti decisivi. Per questo la medicina dello sport ha spostato il baricentro dalla cura alla prevenzione, lavorando in modo sempre più scientifico su carichi, recupero e supporto ai tessuti connettivi.

Le articolazioni e i tendini, sottoposti a sollecitazioni continue, sono tra le strutture più esposte in uno sport fatto di scatti, contrasti e cambi di direzione. Alla loro base c'è il collagene, la proteina che dà solidità ed elasticità a cartilagini e tendini. Accanto a una dieta equilibrata, negli ambienti sportivi è cresciuto l'interesse verso l'integrazione a supporto di queste strutture: tra le soluzioni più utilizzate figura la polvere di collagene bovino, apprezzata per la praticità d'uso e la buona assimilabilità. Va precisato, senza cadere in facili entusiasmi, che non si tratta di una formula miracolosa né di un sostituto del lavoro sul campo: resta un complemento, che ha senso solo all'interno di un percorso seguito da medici e preparatori.

Il tema, del resto, non riguarda soltanto i professionisti. Anche il tifoso che gioca la partitella del giovedì o corre nel fine settimana conosce bene il fastidio di un ginocchio che "tira" o di una caviglia dolorante: la prevenzione, a ogni livello, passa dagli stessi principi.

 

Recupero e alimentazione: i dettagli che fanno la differenza

Il lavoro, da solo, non basta. Il vero salto di qualità di una preparazione sta nella capacità di recuperare tra uno sforzo e l'altro, perché è nel riposo che il corpo si adatta e diventa più forte. Lo staff granata monitora con attenzione i carichi, alternando sessioni intense a momenti di scarico, con un occhio ai dati e uno alle sensazioni dei giocatori.

Alcuni fondamentali restano validi per chiunque faccia sport, dai campioni ai dilettanti:

  • Reintegrare proteine e carboidrati nelle ore successive all'allenamento.
  • Curare l'idratazione, ancora più cruciale nel caldo di luglio.
  • Dormire a sufficienza, perché gran parte della rigenerazione avviene nel sonno.

Sono attenzioni semplici, spesso trascurate, che però incidono in modo concreto sulla possibilità di allenarsi con continuità, senza quelle micro-interruzioni che finiscono per frenare la crescita di una squadra.

 

Costruire adesso per correre a maggio

La preparazione di Pinzolo non regala trofei, ma li prepara. È un investimento poco spettacolare, difficile persino da raccontare, eppure capace di condizionare l'intera stagione granata. Quando ad autunno inoltrato le gambe risponderanno anche nei finali di gara, e quando la lista degli indisponibili resterà corta nei momenti caldi, gran parte del merito sarà di ciò che si è costruito ora, in silenzio, tra un allenamento al torrente e una seduta di forza. Perché il Toro che vogliamo vedere a maggio comincia a prendere forma proprio adesso.

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