"Il Novantesimo", un racconto ambientato a Torino alla vigilia di un derby
"Sa che il Torino vincerà 2 a 1, con un rigore parato e ribattuto in rete da un esordiente al novantesimo"

L’ingegnere si rialzò piano, con il fiato corto.
La pioggia era cessata. Silenzio. L’aria odorava di ruggine, ma anche di qualcosa di più fresco.
Guardò intorno: il furgone era intatto. I colleghi non c’erano più.
Tutto era familiare, ma fuori posto.
Un orologio da polso segnava un’ora assurda: le 6.12, ma il sole era alto.
Si rese conto che il tempo si era piegato su sé stesso. Forse era morto.
O forse qualcuno, per pietà, lo aveva estratto da quell’istante orribile, da una morte troppo stupida, inutile ed ingiusta. Ma non ne era certo.
Si incamminò confuso, passò accanto a un’edicola.
I titoli del giornale dicevano “Vigilia di derby”.
Sbalordito, guardò la data: tre giorni prima dell’incidente.
Si fermò. Un pensiero gli attraversò la mente: conosceva il risultato.
Due a uno per il Torino, gol della vittoria al novantesimo.
Un gol che avrebbe fatto esplodere Torino per una notte intera.
Lo ricordava, o forse lo aveva già vissuto.
Sentì un brivido, ma non di paura.
Era come se qualcuno gli avesse restituito la vita con un compito da svolgere.
Pensò che, se era davvero tornato indietro, doveva fare qualcosa di preciso, prima che il tempo si richiudesse su di lui.

