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Pallone Torino FC al Filadelfia
Pallone Torino FC al Filadelfia

Seduto sul banco del tribunale, l’ingegnere era sereno.
Nell’aula, tra il pubblico, dirigenti, giornalisti, giocatori, tifosi. 

Dopo la partita, tutto era accaduto molto in fretta.
I giornali di tutto il mondo avevano parlato di miracolo, di favola, di destino.
Un ingegnere cinquantenne, all’esordio, che entra al novantesimo e segna al derby: nessuno riusciva a spiegarselo.
Per due giorni era stato un eroe.
Poi erano arrivate le domande.

Le agenzie di scommesse, le coincidenze, la puntata del fratello, una vincita di oltre 2 milioni di euro. Come poteva sapere tutto, minuto per minuto?
Le voci erano corse, dapprima lente, poi sempre più forti, come il vento che precede la pioggia.
Si parlava di combine, di calcio scommesse, di truffa.

Seduto sul banco del tribunale, l’ingegnere raccontò tutto: l’incidente, il ritorno indietro nel tempo, la scommessa, la partita. Nessuno lo interruppe.
Quando finì di parlare, il giudice alzò gli occhi.
«Lei si rende conto che questa storia è impossibile?»
L’ingegnere annuì con un sorriso.
Un boato di voci. Poi il martelletto del giudice, secco, a spegnere tutto.
Fuori ricominciava a piovere. Come se tutto dovesse ricominciare da capo.

L’ingegnere, solo, guardava la pioggia scivolare sui vetri con un unico pensiero: il gol era vero.
E questo bastava.

 

 

 

Scritto da Marco Trucchi a Mandelieu, ottobre 2025.
Racconto ideato a partire da un sogno d’estate in Svezia.

Testo sviluppato con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale.
Ogni riferimento a persone, eventi o aziende reali è puramente casuale.


 


 

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