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Stadio Grande Torino

L’esposto sarà depositato il 2 ottobre dagli avvocati Rendina e Marengo. Nel documento, anticipato in parte sui social, vengono chieste verifiche sulla gestione dell’impianto, dal canone alla manutenzione fino ai costi della viabilità.

La gestione dello Stadio Grande Torino finisce sotto la lente della Procura della Corte dei Conti. Un esposto sarà depositato il prossimo 2 ottobre dagli avvocati Rendina e Marengo, con l'obiettivo dichiarato di chiedere verifiche sulla gestione dell'impianto nel periodo compreso tra il 2015 e oggi.

A riportare la notizia è Tuttosport, che nell'edizione odierna ricostruisce i contenuti anticipati dallo stesso Marengo. L'esposto, viene spiegato, è stato predisposto da Rendina, avvocato specializzato in materia di conti pubblici, in collaborazione con Marengo. Un documento di oltre 20 pagine, secondo quanto riferito dall'avvocato.

Il Torino è stato ed è concessionario dell'impianto di proprietà della Città di Torino. L'esposto non equivale naturalmente all'accertamento di irregolarità o responsabilità: saranno eventualmente gli organi competenti a valutare le questioni sollevate.

Stadio Grande Torino, partita della storia - scudetto 1967

IL PERIODO SOTTO ESAME: DAL 2015 A OGGI

Uno dei punti centrali riguarda proprio l'arco temporale indicato nell'esposto: dal 2015 a oggi, periodo nel quale il Torino ha utilizzato lo stadio comunale.

Secondo quanto anticipato dagli autori del documento, viene chiesto alla Corte dei Conti di verificare l'eventuale esistenza di profili di responsabilità amministrativo-contabile in capo ad amministratori e dirigenti che avrebbero disposto o mantenuto l'utilizzo dell'impianto oltre la scadenza della concessione originaria senza un nuovo titolo formale.

Tra gli aspetti indicati c'è anche la mancata eventuale attivazione di una procedura comparativa a evidenza pubblica per l'affidamento della gestione futura e il livello del canone corrisposto, che gli autori dell'esposto ritengono meritevole di una verifica rispetto al valore di mercato.

Si tratta, dunque, di questioni sottoposte alla valutazione della magistratura contabile, non di irregolarità già accertate.

Torino Lazio in uno Stadio Grande Torino deserto

IL POSSIBILE DANNO ERARIALE

L'esposto chiede inoltre di verificare l'eventuale presenza di un danno erariale legato al periodo di prorogatio dell'impianto.

Nella ricostruzione riportata da Tuttosport, gli elementi indicati per una possibile valutazione comprendono i canoni di mercato di impianti analoghi, i corrispettivi precedentemente percepiti e quello che viene definito “danno alla concorrenza”, collegato all'eventuale assenza di una procedura a evidenza pubblica.

Anche su questo punto, la formulazione è quella di una richiesta di verifica: sarà eventualmente la Corte dei Conti a stabilire se esistano i presupposti per procedere e se siano configurabili responsabilità.

stadio grande torino

MANUTENZIONE E RISORSE PUBBLICHE

Un altro capitolo riguarda i soldi pubblici utilizzati negli anni per la manutenzione ordinaria e straordinaria dello stadio.

L'esposto chiede di fare chiarezza sui termini e sulle modalità con cui sono state impiegate le risorse della Pubblica Amministrazione per gli interventi sull'impianto in concessione al Torino.

È un tema particolarmente rilevante perché riguarda il rapporto tra la proprietà pubblica dello stadio e il suo utilizzo da parte della società granata.

L'obiettivo dei firmatari è quindi quello di sottoporre alla magistratura contabile l'intera gestione economica dell'impianto nel periodo indicato, non soltanto la questione del canone.

NEL DOCUMENTO ANCHE LA VIABILITÀ DURANTE LE PARTITE

Tra gli aspetti sui quali viene chiesta una verifica c'è anche il servizio di viabilità garantito dalla Polizia Municipale intorno allo stadio durante le partite.

In particolare, l'esposto chiede di esaminare termini e modalità di concertazione relativi al rimborso alla Città di Torino delle spese sostenute per questo servizio.

È quindi un ulteriore capitolo che riguarda il rapporto economico tra l'utilizzo dell'impianto per le gare e i costi sostenuti dall'amministrazione comunale per i servizi collegati agli eventi.

IL CAPITOLO DEL MANTO ERBOSO DAL 2023

L'ultimo punto riportato nella ricostruzione riguarda invece un accordo tra la Città di Torino e il Torino FC relativo alle somme utilizzate per il rifacimento del manto erboso.

Nel documento viene chiesto di verificare termini e modalità dell'accordo che, secondo quanto riferito alla stampa dall'assessore comunale Carretta, dal 2023 prevede rapporti contrattuali direttamente con l'organizzatore dell'evento in relazione alle somme destinate al rifacimento del terreno di gioco.

Anche in questo caso l'esposto chiede una verifica: non viene presentata come già accertata una responsabilità.

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IL 2 OTTOBRE IL DEPOSITO

Il passaggio successivo è quindi fissato per il 2 ottobre, quando l'esposto dovrebbe essere formalmente depositato presso la Procura della Corte dei Conti.

Solo a quel punto gli organi competenti potranno valutare il contenuto del documento e decidere gli eventuali approfondimenti.

Per il Torino e per la Città si apre dunque un nuovo capitolo legato alla gestione del Grande Torino. Un tema che riguarda il rapporto tra club, amministrazione comunale e impianto di proprietà pubblica, con una serie di questioni economiche e amministrative che ora vengono sottoposte all'attenzione della magistratura contabile.

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