Abate: “L’atteggiamento c’è sempre stato”. Il tecnico commenta il rigore su Oristanio
Le dichiarazioni del tecnico granata al termine del pareggio del Dall'Ara contro il Bologna di Palladino.
Dopo l’1-1 del Dall’Ara, Ignazio Abate si concentra soprattutto sulla risposta caratteriale del Torino: “L’atteggiamento c’è sempre stato”. E applaude l’impatto dei giocatori entrati dalla panchina.
Il Torino torna da Bologna con un punto e con una partita dai due volti. La squadra di Ignazio Abate ha sofferto nella prima parte del match, è andata sotto per il gol di Bernardeschi e nella ripresa ha trovato una reazione che ha portato al pareggio di Kulenović.
Ma proprio sulla lettura dei due tempi, e soprattutto sull'atteggiamento della squadra, Abate ha voluto fare una precisazione importante nel post-partita. Il tecnico granata non considera infatti il cambio di prestazione tra primo e secondo tempo come un cambio di mentalità.
ABATE: “L’ATTEGGIAMENTO C’È SEMPRE STATO”
È questo il passaggio più interessante della conferenza stampa di Abate.
Quando gli viene fatto notare come tra primo e secondo tempo sia sembrato esserci una differenza importante anche nell'atteggiamento, l'allenatore non è d'accordo:
“La sensazione è cambiata ma l’atteggiamento c’è sempre stato”.
Una precisazione che Abate accompagna con la sua lettura della partita. Secondo il tecnico, infatti, il Torino non ha smesso di giocare nel primo tempo e il Bologna non ha prodotto una quantità di occasioni tale da giustificare l'idea di una squadra granata passiva.
“Non ricordo grandi occasioni del Bologna nel primo tempo”, ha spiegato Abate.
Il problema, secondo l'allenatore, è stato piuttosto il modo in cui il Torino riusciva a sviluppare il proprio gioco.

IL PROBLEMA ERA NELLO SVILUPPO, NON NELLA MENTALITÀ
Abate individua una differenza soprattutto nelle caratteristiche e nell'assetto utilizzato.
Nel primo tempo il Torino, a suo giudizio, non riusciva a dare sufficiente profondità alla manovra: mancavano cross, ingressi in area e una presenza offensiva capace di mettere maggiormente in difficoltà il Bologna.
Dopo l'intervallo, invece, la squadra ha iniziato a giocare più verticalmente e a sfruttare maggiormente gli esterni.
È qui che cambia la percezione della partita.
La frase di Abate diventa quindi particolarmente significativa: la sensazione può essere cambiata, ma non la disponibilità della squadra a combattere e rimanere dentro la partita.
E il risultato finale sembra dargli almeno un elemento concreto su cui costruire questa lettura: il Torino, dopo essere andato sotto, non si è disunito e ha trovato il pareggio.

“NEL SECONDO TEMPO SIAMO ANDATI PIÙ IN VERTICALE”
Abate spiega così la trasformazione della squadra dopo l'intervallo:
“Poi nel secondo tempo siamo andati più verticali, abbiamo trovato gli esterni”.
Una modifica che ha permesso al Torino di arrivare più frequentemente negli ultimi metri e di aumentare la propria pericolosità.
Anche l'ingresso di Kulenović ha avuto un peso importante. Il croato ha aggiunto fisicità all'attacco, ha permesso alla squadra di giocare con maggiore presenza offensiva e soprattutto ha trovato il gol dell'1-1.
Non è un caso che proprio Kulenović sia stato poi indicato come MVP della partita.
ABATE ELOGIA I CAMBI: “SONO FIERO DEL MIO GRUPPO”
Un altro tema centrale della conferenza è stato quello delle sostituzioni.
Abate ha sottolineato con forza l'impatto dei giocatori entrati nella ripresa. Il tecnico ha citato espressamente Kulenović, Ilkhan, Oristanio, Patterson e Belghali, sottolineando quanto abbiano inciso sulla partita.
“Sono fiero del mio gruppo”.
È probabilmente questa la frase che meglio riassume il messaggio che Abate vuole trasmettere dopo Bologna.
Nonostante il Torino abbia raccolto soltanto un punto, l'allenatore guarda alla capacità della squadra di rimanere dentro la partita, reagire allo svantaggio e trovare risorse anche dalla panchina.
Un elemento che Abate aveva già indicato alla vigilia come una delle caratteristiche da costruire nel nuovo Torino: il gruppo deve crescere attraverso gli step del percorso e ridurre gli errori individuali.
IL GOL SUBITO E LA REAZIONE DEL TORINO
La rete di Bernardeschi aveva nuovamente messo il Torino nella situazione già vissuta nelle precedenti giornate: dover inseguire.

Anche contro Bologna, infatti, i granata sono stati costretti a rimontare. Ma questa volta la risposta è arrivata nella ripresa, fino al gol di Kulenović.
Abate considera quindi positivo soprattutto il modo in cui la squadra ha reagito all'interno della partita. La sua lettura è diversa da quella di chi ha visto un Torino “spento” nel primo tempo e trasformato dopo l'intervallo: per il tecnico, la mentalità è rimasta la stessa; sono state le soluzioni di gioco a cambiare.
“A 4 ABBIAMO QUALCOSA IN PIÙ”
Nella conferenza Abate ha poi collegato il cambio di pericolosità anche all'assetto tattico.
Con la doppia punta il Torino ha avuto maggiore possibilità di sviluppare il gioco sulle fasce e di attaccare gli spazi. Il tecnico ha spiegato di avere la sensazione che la squadra possa avere “qualcosa in più” con la difesa a quattro, soprattutto considerando le caratteristiche dei giocatori a disposizione.
La sosta servirà proprio per lavorare su questo aspetto e cercare “l’abito migliore”, come lo ha definito Abate.
È un passaggio interessante perché sposta il discorso dal semplice risultato di Bologna a una questione più ampia: quale sia la struttura tattica attraverso cui questo Torino può esprimere meglio le proprie caratteristiche.
ORISTANIO E IL RIGORE: ABATE NON COMMENTA
Inevitabile anche la domanda sul contatto tra Oristanio e Heggem nell'area del Bologna.
La risposta di Abate è stata molto breve:
“Non lo commento, si commenta da solo. Lo avete visto tutti. Lo accettiamo”.
Il tecnico ha quindi scelto di non entrare nel merito della decisione arbitrale, nonostante l'episodio abbia fatto discutere nel finale.

LA CONFERENZA DI ABATE, LETTA ATTRAVERSO UN FILO CONDUTTORE
Più che le singole dichiarazioni, dalla conferenza post-Bologna emerge dunque un concetto preciso: Abate non vuole che il risultato o la differenza tra i due tempi vengano letti come una questione di atteggiamento.
Per il tecnico, il Torino ha mantenuto la stessa disponibilità mentale, mentre nella ripresa ha trovato soluzioni più efficaci: maggiore verticalità, più gioco sugli esterni, doppia punta e un impatto significativo dei cambi.
E proprio questa è la chiave con cui Abate guarda al pareggio del Dall'Ara: non una squadra che ha improvvisamente iniziato a giocare soltanto nella ripresa, ma un gruppo che è rimasto nella partita e ha trovato, strada facendo, il modo per diventare più pericoloso.

