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La fine di un campionato porta con sé soprattutto consapevolezze, di cui, la più grande e in assoluto meno sopportabile è che il Torino ha una dimensione da realtà provinciale. Lo è per ambizione, struttura societaria, fatturato, presenze allo stadio e risultati sportivi. L'ottavo posto avrebbe costituito la parte alta dell'asticella massima raggiungibile in un range che va dal tredicesimo posto ad appunto l'ottavo. Juric e i migliori giocatori logico che ambiscano a livelli superiori, anche se, per il nostro allenatore, dobbiamo ricordare gli enormi pregi ma anche alcuni difetti importanti, come ad esempio fare fatica a leggere le partite. Le ambizioni della società potrebbero cambiare certamente con un Presidente più propenso agli investimenti ma anche con un rapporto con la città di Torino e la sua gente molto più stretto e vitale, soprattutto con le giovani generazioni. Per l'aspetto tecnico della squadra pesa soprattutto quella fisicità che l'anno scorso portava il Torino a vincere molte più partite in casa e che quest'anno manca. Per il resto si vedrà consapevoli -noi- che il film non cambierà molto se non per la eventuale fortuna di indovinare tre quattro colpi low cost che si dimostrassero crak.

Anche quest'anno ci proviamo l'anno prossimo.
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