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Guillermo Maripan

Ultime ore in maglia granata per alcuni calciatori. Da Adrien Tameze, che lascia dopo tre stagioni sotto la Mole, a Valentino Lazaro, che non è mai riuscito davvero a entrare nel cuore dei tifosi. Anche la scommessa Zanos Savva sembra ormai destinata a uscire dai piani del club, nonostante prospettive interessanti, così come Saba Sazonov, che saluta senza essere riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista.

Tra tutti, però, è probabilmente Guillermo Maripán il giocatore la cui partenza potrebbe lasciare maggiormente il segno. Soprattutto per quanto mostrato nella scorsa stagione, quando aveva saputo incarnare alla perfezione lo spirito e il DNA del Toro.

Maripán-Torino, un inizio promettente

Arrivato tra più di un punto interrogativo, Guillermo Maripán è riuscito a conquistare il Torino nel giro di pochi mesi. Il centrale cileno ha convinto Paolo Vanoli a puntare con decisione su di lui, diventando uno dei punti di riferimento della retroguardia granata. E il suo rendimento, nella maggior parte delle occasioni, è stato più che soddisfacente.

A distinguerlo maggiormente, però, è stato l'atteggiamento: interventi coraggiosi, personalità e una grinta fuori dal comune. Le caratteristiche ideali per entrare in sintonia con una piazza esigente ma passionale come quella granata, che ha saputo apprezzarlo anche in una stagione complessivamente appena sufficiente dal punto di vista dei risultati.

Israel, Coco e Maripan
Israel, Coco e Maripan

Un finale amaro

L'arrivo di Marco Baroni sulla panchina del Torino ha modificato le gerarchie all'interno della rosa. Diversi giocatori hanno perso progressivamente spazio e certezze, e tra questi c'è stato anche Maripán. Il feeling con l'ex tecnico della Lazio non è mai decollato del tutto e il difensore cileno si è ritrovato spesso a partire dalla panchina.

L'acquisto di Ardian Ismajli, d'altronde, ha contribuito a spiegare le scelte dell'allenatore, visto che il difensore albanese si è rapidamente affermato come nuovo leader del reparto arretrato. Nonostante il minor impiego, Maripán ha comunque lasciato il segno nel corso della stagione, risultando decisivo con due gol pesantissimi nei minuti finali: prima in casa contro il Genoa e poi in trasferta a Firenze.

Guillermo Maripan, Torino - Filadelfia

Una separazione inevitabile

Prima con Baroni e poi con D'Aversa, Maripán non è mai riuscito a ritagliarsi un ruolo centrale nel progetto tecnico. Che alla base delle scelte dei due allenatori vi siano stati anche fattori extracalcistici resta soltanto un'ipotesi; sul piano tecnico e fisico, tuttavia, il cileno ha evidenziato alcune difficoltà, senza mai dare l'impressione di aver raggiunto la migliore condizione.

Resta comunque da sottolineare la professionalità dimostrata ogni volta che è stato chiamato in causa, così come la leadership esercitata all'interno dello spogliatoio, un aspetto che ha contribuito alla crescita dei giocatori più giovani.

La sensazione, oggi, è quella di un rapporto arrivato naturalmente ai titoli di coda. Un matrimonio destinato a concludersi, ma che ha comunque regalato momenti importanti e lasciato ricordi positivi nella memoria dei tifosi granata.

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