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guillermo maripan

A volte ritornano. Dopo aver conquistato tre punti pesantissimi contro il Verona, il Torino di Roberto D’Aversa è pronto a rimettersi al lavoro in vista della trasferta di Cremona. Il tecnico granata punta al terzo successo consecutivo, con l’obiettivo di chiudere nel migliore dei modi un campionato fin qui altalenante.

Tra i volti simbolo del nuovo corso c’è Ardian Ismajli. Arrivato in estate dall’Empoli, il centrale albanese ha superato un avvio complicato, tra infortuni e difficoltà di inserimento con Baroni, diventando oggi un punto fermo della difesa a tre. Le sue prestazioni hanno garantito solidità al reparto: interventi puntuali, leadership e dominio nel gioco aereo. Un rendimento costante, eccezion fatta per la sbavatura contro l'Hellas  in occasione del gol subito.

La crescita di Ismajli ha inevitabilmente ridisegnato le gerarchie, spingendo Guillermo Maripán ai margini. Ora, però, la diffida dell’albanese può riaprire uno spiraglio: a Cremona, il cileno è pronto a giocarsi una chance importante per il suo futuro a Torino. 

La stagione buia di Maripan

Dopo una stagione decisamente positiva con Vanoli in panchina, l’annata di Maripán è iniziata subito in salita. Le incertezze tattiche di Baroni hanno inciso fin dalle prime giornate, alimentando dubbi e malumori anche tra i tifosi, da sempre legati al cileno per il suo spirito combattivo.

Le scelte tecniche hanno spesso penalizzato il difensore, con esclusioni che hanno fatto discutere molto. La sua situazione è poi ulteriormente peggiorata con l’arrivo di D’Aversa: appena sei minuti contro il Verona, sufficienti però per commettere una leggerezza che ha poi portato alla punizione dal limite di Orban. Insomma, poca continuità, lucidità in calo e un ruolo sempre più marginale, legato anche la sua situazione contrattuale, che da mesi ormai ha creato più di qualche quesito all'interno dell'ambiente granata.

castro-maripan

Rinnovo e futuro

Fino a qualche mese fa Maripán sembrava essere uno dei leader della squadra. In questa stagione, con Baroni, è riuscito a realizzare una rete molto importante a Firenze, allo scadere, senza però replicare le prestazioni difensive dell’annata precedente: meno lucidità nelle scelte e tante leggerezze, che hanno portato il Toro a essere una delle difese peggiori del campionato.

 Insomma, un calciatore irriconoscibile, che con il tempo ha perso definitivamente il suo spazio tra i titolari. Le motivazioni però, non sono legate unicamente al campo: il contratto in scadenza a giugno (con opzione fino al 2027) apre infatti a scenari di mercato concreti. 

Le parti appaiono distanti e l’addio sembra un’ipotesi sempre più probabile. Come riportato da alcuni insider di mercato, nelle ultime settimane, diversi club brasiliani sarebbero pronti a riportarlo in Sud America, anche per chiarire alcune problematiche personali che ne hanno inevitabilmente condizionato le prestazioni

Insomma, contro la Cremonese dovrebbe guidare lui la difesa accanto a Coco ed Ebosse, ma il suo futuro resta tutto da scrivere.

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