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Partita della Storia

Paolo Pulici: “Quel Toro aveva un’anima, il derby era la partita da non perdere”

Paolo Pulici si prende ancora una volta il cuore del popolo granata. Nel giorno della “Partita della Storia”, organizzata per celebrare i 50 anni dello storico scudetto del Torino del 1976, l’ex bomber ha parlato all’intervallo dell’evento allo stadio Olimpico Grande Torino, regalando ricordi, emozioni e aneddoti di una squadra entrata per sempre nella leggenda.

Pulici, accolto da una lunga ovazione dei tifosi presenti sugli spalti, ha raccontato cosa rappresentasse davvero il derby per quel Torino guidato da Gigi Radice:

Il derby era la partita del secolo per tutti i tifosi, solo che, purtroppo, per me no: era la partita che dovevo vincere e basta. Infatti che io ricordi, ho giocato 28 derby, ne ho pareggiati 5, ne ho persi 5 e gli altri non so cosa sia successo".

Una frase che sintetizza perfettamente la mentalità di quel gruppo, capace di trasformare ogni sfida contro la Juventus in una battaglia identitaria.

Partita della Storia

L’ex attaccante granata ha poi ricordato il legame speciale nato all’interno dello spogliatoio del Toro campione d’Italia: “Eravamo un gruppo vero”. Un concetto che torna spesso nei racconti dei protagonisti di quella stagione, vissuta come un’impresa collettiva più che come la somma dei singoli talenti.

Pulici ha anche sottolineato quanto il rapporto con i tifosi fosse centrale nella vita di quella squadra: “Il pubblico ci dava una forza incredibile”. Un sostegno che cinquant’anni dopo continua a essere evidente, come dimostrato dalla grande partecipazione alla festa granata organizzata per celebrare il titolo del 1976.

Nel corso dell’intervento, l’ex numero 9 ha ricordato anche l’importanza di Gigi Radice, l’allenatore che riuscì a costruire una squadra rivoluzionaria per intensità e organizzazione di gioco. Quel Toro riuscì a interrompere il dominio juventino e a riportare il tricolore in casa granata 27 anni dopo la tragedia di Superga.

Pulici, un aneddoto di un derby

"Mi ricordo che nel derby ho fatto tanti gol, ne ho fatti 18-20, contro una squadra sola è tantissimo.

In un derby, entrando dalla parte della Juve, loro avevano messo la loro bandiera per terra e io ci passato sopra e quando mi dicevano: perché lo fai? io gli dicevo: perché nel regolamento italiano bisogna attraversare le strade sulle strisce".

La “Partita della Storia” ha trasformato lo stadio Olimpico Grande Torino in un enorme abbraccio collettivo. Cinquant’anni dopo, il Toro del 1976 continua a vivere nella memoria dei tifosi come una squadra capace di rappresentare orgoglio, appartenenza e identità.

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