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Urbano Cairo e Gianluca Petrachi al Filadelfia, Torino Fc

Con la salvezza ormai archiviata, il Torino può affrontare il finale di stagione con maggiore serenità, iniziando a programmare il futuro. In questo senso, nelle ultime ore ha preso quota l’ipotesi di una conferma di Roberto D’Aversa sulla panchina granata.

Il tecnico ex Empoli ha già fatto capire di voler proseguire il proprio percorso in Piemonte, con l’obiettivo di dare continuità al progetto. Dall’altra parte, anche Urbano Cairo ha dato segnali positivi, ribadendo pubblicamente la stima nei confronti dell’allenatore e apprezzandone l’impatto immediato sulla squadra.

Non si può ancora parlare di conferma, ma rispetto a qualche mese fa le possibilità di proseguire insieme sono sensibilmente aumentate, anche alla luce dei risultati positivi ottenuti sotto la nuova gestione (quattro vittorie nelle ultime sei gare). Il club, però, vuole evitare gli errori del passato: la scorsa estate, tra equivoci tattici e scelte di mercato poco efficaci, ha lasciato strascichi evidenti. L’obiettivo è tracciare una linea chiara, capace di rilanciare il club in campionato.

D’Aversa e la difesa a quattro

Nel corso della sua carriera, Roberto D’Aversa ha sempre privilegiato la difesa a quattro, ottenendo risultati significativi soprattutto al Parma, dove ha centrato due promozioni consecutive. Al Torino, invece, si è adattato al 3-5-2, anche in funzione alle caratteristiche della rosa. Una soluzione gestita comunque con efficacia, che ha contribuito a migliorare il rendimento complessivo dei giocatori.

La prossima stagione, però, potrebbe segnare un cambio di rotta sul piano tattico. Già lo scorso anno la società aveva provato a costruire una rosa più adatta a un sistema diverso. D’Aversa, infatti, potrebbe orientarsi su un 4-3-3 o un 4-2-3-1, moduli che richiederebbero però, interventi mirati sul mercato. 

Roberto D'Aversa e Alberto Paleari

Il “dualismo” Vlasic-Casadei

Al momento è difficile prevedere quali saranno i giocatori a disposizione nella prossima stagione. Le scadenze contrattuali offriranno indicazioni importanti: tra Lazaro, Maripan, Biraghi e Nkounkou, diversi elementi sembrano destinati a partire, complice lo spazio ridotto. Situazione simile per Tameze, scivolato indietro nelle gerarchie dopo un avvio da protagonista con Baroni.

L’intenzione è quella di ripartire da alcune certezze, tra cui Vlasic e Casadei, considerati fondamentali per il club. Il croato però, protagonista di una stagione positiva,  ha già richiamato l'attenzione di diversi club, anche di alto livello (tra cui la Roma), nonostante il forte legame con l’ambiente granata.

Dal punto di vista tattico, un eventuale passaggio alla difesa a quattro potrebbe rimettere in discussione il suo ruolo. Già la scorsa estate era stato provato più da esterno che da mezzala. In un 4-2-3-1, invece, potrebbe agire stabilmente sulla trequarti, ma resterebbe da capire la collocazione di Casadei. Il giovane, cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, ha evidenziato alcune difficoltà nella costruzione in un centrocampo a due, risultando più a suo agio in un centrocampo a tre o da trequartista. Due punti fermi, dunque, che rischiano però di sovrapporsi sul piano tattico.

Cesare Casadei, col gol al Verona è salito a quota 5 in stagione

Il ruolo di Obrador

Tra le note positive della seconda parte di stagione c’è Obrador. Lo spagnolo ha impressionato per la capacità di spingere sulla fascia sinistra, garantendo profondità e dinamismo.

Restano, però, alcuni dubbi legati alla fase difensiva. In un eventuale passaggio alla linea a quattro, la sua collocazione diventerebbe un tema centrale: terzino o esterno alto? Le difficoltà mostrate da Lazaro in quel ruolo (che avevano poi spinto la squadra a tornare alla difesa a tre) potrebbero favorire un utilizzo più avanzato dello spagnolo, per esaltarne le qualità offensive. Ma molto dipenderà dal percorso di crescita del giocatore e dalle scelte di mercato.

Il Torino, intanto, riflette.

 

 

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