Alessandro Buongiorno
Alessandro Buongiorno

Buongiorno non si arrende e carica il Torino

Alessandro Buongiorno, difensore e capitano del Torino, ha commentato la gara a reti bianche contro il Frosinone, sottolineando l'amarezza di non aver segnato, ma allo stesso tempo il pregio di non aver concesso gol. La testa ora è rivolta agli ultimi cinque impegni di Serie A. Di seguito le parole del 24enne a Sky Sport.

ANALISI DEL MATCH CONTRO I CIOCIARI - "Sapevamo che ci aspettava una partita tosta, con tanti duelli soprattutto a centrocampo. Resta la delusione di non aver trovato il gol, nonostante ci abbiamo messo tutta la volontà e l'impegno possibili. Poi contro avversarie che si chiudono dietro è chiaro che segnare diventa più difficile".

EUROPA - "Mancano ancora cinque partite, noi ci crediamo e daremo tutto. Il mister pretende tanto da noi, non ci son problemi. Oggi resta anche l'ennesimo clean sheet che siamo riusciti a fare. Noi mettiamo tanto impegno in ogni partita".

(fonte numero-diez.com)

Torino-Frosinone, rubrica "Un Senso": Il Toro non segna mai

Urbano Cairo presidente del Torino

Ma Sanabria dal suo ingresso quante palle ha toccato? Per carità oggi in ombra pure Zapata, ma non si può vivere solo di Duvan. Okereke ha impegnato il portiere Turati, ma si è visto poco pure lui. Diciamolo tatticamente gli unici lampi sono venuti dalle ripartenze di Di Francesco. Non molte le occasioni anche dei ciociari ma almeno Soulè e Cheddira ci hanno provato. Hanno fatto quello che dovevano. Molto meno il Toro. Del resto se il gol lo deve trovare Linetty, se nemmeno ci provano Vlasic e Ilic, allora sarà difficile.

Bellanova ha strappato, ma è stato poco preciso. Dietro qualche scivolone di Rodríguez, uno pericolosissimo e meno male che Bellanova ha mangiato trenta metri a Cheddira in velocità. Insomma non è bastata nemmeno la sconfitta del Napoli a Empoli per dare stimoli ai nostri. Il Frosinone col coltello tra i denti era prevedibile. La verità è che all’obiettivo europeo non ci si crede da tempo. Manca qualità, quando non arriva l’agonismo. Cairo in settimana si è visto costretto a chiudere il bilancio con dieci milioni di euro. Su questo andrebbe fatta un’opportuna riflessione.

Ha senso non ottenere grandi risultati e nemmeno guadagnarci? Tutte le considerazioni sono aperte. Ma attenzione il calcio di oggi non dà spazio a realtà come quella granata. Certo esiste il caso Atalanta, che però per tenere il passo europeo ha avuto bisogno di soci americani. Esiste il caso Bologna, per quest’anno, che ha in Sartori un fuoriclasse, ma ha anche un uomo alla Presidenza che è tra i più ricchi del Canada. Insomma mi colpisce il dato degli introiti degli sponsor granata, quindici milioni, poco e questo Cairo lo sa fare. Davvero basta fare risultati per aumentare il fatturato? Perché poi i grandi giocatori costano, e guadagnano. Attenzione le Grandi sono voraci.

Allora bisogna puntare tutto sull’organizzazione, bisogna setacciare il mondo in cerca di investitori, più d’uno, interessati alla Leggenda granata. Avere la forza di fare un passo indietro. Io all’arrivo di Alibaba non ci credo. La favola, spesso una presa per i fondelli, di Ferrero, la figlia di Agnelli, Red Bull, Coca Cola, viene fuori ad ogni risultato negativo, ora sarebbero gli americani di Warner Bros, che però vogliono Mentana e Floris, non Buongiorno. L’arrivo del salvatore della patria è un classico abusato negli anni ottanta. Oggi non basterebbe. Commisso cerca soci, la Juve cerca soci, Lotito cerca soci. Zhang cerca soci. Noi abbiamo anche meno soldi ma un Grande storia. Stiamo fermi? Cosa aspettiamo? Bisogna convogliare tutte le energie per il bene del Toro. Vogliamo tutti il bene del Toro? Sono troppi anni che ce lo chiediamo.


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