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Andrea Luongo al Filadelfia

Il nuovo Torino di Ignazio Abate non è soltanto una squadra profondamente rinnovata. È anche una formazione che guarda con maggiore attenzione alla carta d'identità dei propri giocatori.

Secondo i dati riportati da Transfermarkt, il Torino ha un'età media della rosa di 26,2 anni, dato che lo colloca al settimo posto tra le squadre di Serie A per età media, alle spalle di Inter, Napoli, Juventus, Atalanta, Bologna e Roma.

Un dato che racconta una delle caratteristiche della nuova rosa granata: il Torino ha scelto di abbassare sensibilmente l'età media della squadra, inserendo diversi giocatori giovani accanto a elementi più esperti.

La graduatoria evidenzia inoltre la presenza di sei Under 21 nella rosa granata. La posizione del Toro, settima, sembra significare che i granata siano tra le più vecchie, in realtà il dato va bilanciato con la presenza di numerosi giovani in rosa.

Numeri che meritano però di essere analizzati più nel dettaglio, perché dietro quella cifra c'è una precisa strategia di costruzione della squadra.

TORINO SETTIMO PER ETÀ MEDIA: 26,2 ANNI

La classifica proposta da Transfermarkt fotografa una Serie A nella quale il Torino si colloca nella parte alta della graduatoria per gioventù della rosa.

Con una media di 26,2 anni, i granata sono al settimo posto.

Il dato più significativo è forse il confronto con alcune delle principali realtà del campionato.

Il Torino non ha infatti costruito una rosa esclusivamente composta da giovani, ma ha cercato un equilibrio tra giocatori nel pieno della maturità calcistica e profili che possono ancora crescere.

È una differenza importante. Una squadra giovane non significa necessariamente una squadra inesperta.

E la rosa costruita per Abate sembra andare proprio nella direzione di un mix tra esperienza, giocatori nel pieno della maturità e giovani da valorizzare.

Ignazio Abate, Emirhan Ilkhan allenamento al Pinzolo

SEI UNDER 21 IN ROSA

L'altro dato evidenziato dalla grafica è quello relativo agli Under 21.

Il Torino ne conta sei, un numero che conferma la presenza di una componente giovane significativa all'interno della rosa.

Tra i profili più interessanti ci sono giocatori arrivati per avere un ruolo già importante, come Niccolò Fortini e Pietro Comuzzo, ma anche ragazzi che rappresentano un investimento soprattutto in prospettiva come Luongo, Cacciamani, Ilkhan e Mascardi.

Fortini è uno dei nomi che meglio rappresentano questa filosofia: un giocatore giovane, con margini di crescita e arrivato a Torino con l'obiettivo di ritagliarsi uno spazio importante e che ben ha figurato nelle prime presenze in granata.

Niccolò Fortini, esterno del Torino FC

Comuzzo rappresenta invece uno degli investimenti più rilevanti della nuova rosa.

Il difensore è stato inserito in un reparto nel quale Abate può contare anche su elementi di maggiore esperienza, creando così le condizioni per una crescita graduale.

E poi ci sono i ragazzi ancora più giovani, che possono rappresentare il futuro del club.

LA ROSA NON È SOLO GIOVANE: È DIVERSIFICATA

Guardando la rosa del Torino nel suo complesso, però, sarebbe sbagliato parlare semplicemente di "squadra giovane".

Accanto ai ragazzi ci sono infatti giocatori di esperienza.

In porta c'è Lucas Perri, mentre in difesa il gruppo comprende elementi come Cristiano Biraghi, Ardian Ismajli, Ricardo Rodriguez ed Eray Cömert.

A centrocampo ci sono giocatori come Rolando Mandragora e Nikola Vlašić, mentre davanti il Torino può contare su attaccanti di esperienza come Giovanni Simeone, Ché Adams e Duván Zapata.

È proprio questo mix a rendere interessante il dato dell'età media.

26,2 anni non significa avere una squadra di ragazzini.

Significa avere una rosa nella quale i giovani rappresentano una componente importante senza essere lasciati soli a gestire le responsabilità.

Sassuolo Torino, la formazione granata

ABATE E LA VALORIZZAZIONE DEI GIOVANI

Il dato sull'età media assume un significato ancora maggiore se rapportato alla scelta dell'allenatore.

Abate si trova a disposizione una rosa nella quale diversi giocatori hanno margini di crescita importanti.

Il compito dell'allenatore non sarà quindi soltanto quello di ottenere risultati immediati.

Dovrà anche riuscire a far crescere il valore tecnico dei giocatori più giovani, inserendoli progressivamente in un sistema nel quale possano esprimersi senza essere caricati di responsabilità eccessive.

È un equilibrio delicato.

Un giovane deve giocare per crescere, ma deve anche essere inserito in una squadra capace di proteggerlo nei momenti di difficoltà.

Da questo punto di vista la presenza di giocatori più esperti può diventare fondamentale.

IL CONFRONTO CON LE ALTRE BIG

Il settimo posto del Torino nella classifica dell'età media è particolarmente interessante perché arriva in un campionato nel quale diverse grandi squadre hanno scelto strategie differenti.

L'Inter, secondo la graduatoria riportata nella grafica, ha una rosa con un'età media di 28,1 anni, mentre Napoli e Juventus si attestano rispettivamente a 27,7 e 27,3.

Il Torino, con 26,2, si trova quindi significativamente più in basso.

Non significa necessariamente che una rosa più giovane sia migliore.

L'esperienza continua ad avere un peso enorme nel calcio.

Ma una rosa più giovane può offrire un vantaggio importante nel medio periodo: maggiore possibilità di crescita e, in alcuni casi, maggiore valore patrimoniale dei giocatori.

LA LINEA VERDE DI ABATE È GIÀ PARTITA

Il dato di Transfermarkt offre quindi una fotografia interessante del nuovo Torino.

26,2 anni di età media e sei Under 21 collocano i granata tra le squadre più giovani della Serie A.

Ma sarà il campo a stabilire se questa scelta si rivelerà vincente.

La vera sfida per Abate sarà trasformare la gioventù in rendimento, evitando che l'inesperienza diventi un limite.

E proprio qui entra in gioco la componente più esperta della rosa.

Il Torino ha scelto una strada precisa: non costruire una squadra vecchia e pronta soltanto per il presente, ma nemmeno una formazione composta esclusivamente da giovani da aspettare.

Ha scelto una via di mezzo.

Adesso spetta ad Abate dimostrare che quel mix può funzionare.

Perché se i giovani cresceranno, gli esperti garantiranno equilibrio e i nuovi acquisti riusciranno a incidere, i 26,2 anni di età media potrebbero diventare molto più di una semplice statistica.

Potrebbero essere il punto di partenza del nuovo Torino.

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