header logo
ilkhan

Nel pomeriggio del “Grande Torino”, in cui i granata si sono imposti per 2-1 sul Verona, sono emersi diversi spunti positivi, ma anche alcuni interrogativi. Tra questi, spiccano le assenze di Emirhan Ilkhan e Tino Anjorin, rimasti nuovamente in panchina.

Due profili che, sulla carta, garantirebbero qualità tecniche e soluzioni diverse agli schemi di Roberto D'Aversa, soprattutto in fase di palleggio. Il tecnico, però, come già lasciato intendere nella conferenza stampa pre-partita, sembrerebbe prediligere calciatori più strutturati fisicamente, capaci di proteggere la retroguardia, anche a costo di sacrificare qualcosa in fase offensiva,  affidata perlopiù alle iniziative di Vlasic.

Una scelta che non convince del tutto il pubblico granata, che sui social continua a chiedere spazio per Ilkhan, spesso positivo quando chiamato in causa, soprattutto nella gestione del possesso. Diverso il discorso per Anjorin, che, già ai margini con Marco Baroni, sta continuando a non giocare neanche con D'Aversa.

Prima Asllani, poi Prati

Nella prima parte di stagione, sotto la guida di Marco Baroni, Asllani aveva occupato stabilmente il ruolo di regista, relegando Ilkhan in panchina. Con il ritorno di Petrachi, il turco aveva trovato maggiore spazio, diventando temporaneamente il riferimento davanti alla difesa.

Una stabilità durata poco. L’arrivo di Matteo Prati ha infatti cambiato gli equilibri: con Roberto D'Aversa, il mediano azzurro ha guadagnato posizioni nelle gerarchie. Contro il Verona, però, il tecnico ha inizialmente escluso entrambi, inserendo poi Prati nella ripresa.

Una decisione che ha lasciato perplessa parte della tifoseria, che da settimane invoca più spazio per il giovane classe 2004. Come spiegato dall’allenatore, però, il limite principale del turco resta la fase di copertura: la sua struttura fisica non lo aiuta in fase difensiva, costringendo spesso compagni (su tutti Vlasic e Gineitis)  ad abbassarsi per coprire gli spazi.

Insomma, tra una grande concorrenza (ci sarebbe anche Ilic)  e situazione contrattuale (scadenza 2026 con opzione), il suo spazio in campo rischia di restare limitato. 
 

Calciomercato: il costo del riscatto di Prati è di 7 milioni per il Torino

Anjorin, occasione sprecata

Se Ilkhan ha comunque trovato spazio in alcune occasioni, il discorso è ben diverso per  Anjorin. Le possibilità di una sua permanenza in granata sembrano infatti ormai ridursi settimana dopo settimana.

L’inglese ha attraversato una prima parte di stagione fortemente condizionata dai problemi fisici, che ne hanno limitato continuità e rendimento in campo. Un percorso a ostacoli che ha sorpreso tutti, specie per il suo passato all’Empoli sotto la guida di Roberto D’Aversa, che lasciava presagire un utilizzo più costante.

Le sue qualità avrebbero potuto rappresentare un valore aggiunto per il gruppo, soprattutto in fase realizzativa, dove in passato ha dimostrato di poter contribuire egregiamente. Una presenza che avrebbe garantito maggiore rotazione anche a Vlasic, costretto invece a un impiego continuo per l’assenza di una valida alternativa dalla panchina.

Il suo futuro resta uno scenario ancora difficile da prevedere, ma che potrebbe concludersi con  una separazione nel corso della prossima sessione estiva di mercato.

Casadei MVP: “Vittoria fondamentale per il Torino”
Torino-Verona, scontri tra tifosi: tensione a Mirafiori

💬 Commenti (1)