Abate: "la qualità del gioco aumenta l'autostima del calciatore"
Ignazio Abate si racconta a Cronache di Spogliatoio. Dal suo modello De Zerbi agli inizi da allenatore; gioco propositivo..

Abate: De Zerbi un riferimento
Ignazio Abate, allenatore del Torino Fc, si è raccontato alla trasmissione Cronache di Spogliatoio; ha parlato degli allenatori avuti da calciatore, del suo modello De Zerbi e di Daniele De Rossi, che l'ha convinto ad iscriversi al corso da allenatore.
"Ho avuto tanti allenatori, che mi hanno lasciato dentro qualcosa, però credo che poi ognuno debba essere sè stesso, altrimenti non riesce ad esprimere il 100%
Devo citare Leonardo, che è stato il primo a farmi giocare in prima squadra. Prima delle partite mi chiedeva quante sovrapposizioni e quanti cross avrei fatto, senza pensare al resto. Questo per far capire la sua mentalità ultra ultra offensiva. Ogni volta dovevo superare quelli della partita precedente.
Allegri, nella sua gestione dei campioni, mi ha lasciato tanto, però quello che ho studiato tanto e mi ha influenzato nel calcio moderno è Roberto De Zerbi. Il suo modo di giocare, di essere propositivo, col suo calcio posizionale, anche se adesso è evoluto…l'ho studiato tanto, sono legato a lui. Di Roberto, al di là dell'aspetto tecnico e tattico, mi piace tanto il modo in cui riesce a trasferire poi ai suoi giocatori, ed è questo il segreto".

Abate: “l'estetica del gioco aumenta l'autostima del giocatore”
“L'estetica del gioco è un aspetto importante; il risultato è ovviamente fondamentale, tutti giochiamo per vincere, però poi credo che la qualità del gioco faccia aumentare l'autostima del giocatore, si diverte, aumenti proprio il livello di confidenza. Il pubblico alla fine è una parte importante perchè si vuole divertire, quindi vedere una squadra che cerca sempre di segnare un gol più degli altri è secondo me un aspetto molto importante”.
Abate e l'aneddoto con De Rossi
Quando decisi di smettere di giocare volevo intraprendere una carriera dirigenziale, mi affascinava l'idea di seguire i giovani, di crescere piano piano e trovare la mia strada. Un giorno mi chiamò Daniele De Rossi perchè iniziava il corso combinato Uefa A e Uefa B della UEFA e bisognava raggiungere un certo numero di iscritti. Dopo un mese di corso mi iniziò subito il fuoco dentro e ho detto quella è la mia strada.

