Non solo Abate al Torino: i tre allenatori che possono diventare sorprese in Serie A
La metà dei prossimi tecnici della Serie A avrà al massimo 45 anni.

Il prossimo campionato serie a sarà caratterizzato dalla presenza di diversi allenatori esordienti in massima serie e anche relativamente giovane. Addirittura la metà dei prossimi tecnici della Serie A avrà al massimo 45 anni. Tra questi rientra l’ultima scelta di Cairo, ovvero Ignazio Abate, ex terzino del Milan, reduce dalla positiva esperienza alla guida della Juve Stabia. Un allenatore di grande talento con idee chiare e uno spirito propositivo scelto dal Torino per permettere ai granata di cambiare quello che è stato il trend delle ultime stagioni. Anche per quelle che saranno le prospettive di gioco. Sono davvero tante le aspettative che la società ripone in Abate, ma non sarà lui l’uomo allenatore che può diventare potenzialmente una sorpresa il prossimo anno. Ce ne sono altri due di allenatori che destano grande curiosità per il loro arrivo. Si tratta di due profili opposti per carriera e forse anche per idee. Si tratta di Domenico Tedesco e Alberto Aquilani. Ovvero allenatori di Bologna e Sassuolo.
Dal Belgio al Bologna: la parabola di Tedesco
Anni 40, nativo di Rossano, Domenico Tedesco è un allenatore che is è fatto notare in Germania e che giovanissimo si è imposto meno di dieci anni fa allo Schalke 04. Poi l'esperienza di due anni allo Spartak Mosca, quindi un anno al Lipsia, due anni al Belgio e quindi nella scorsa stagione l'annata in Turchia al Fenerbahce con l'esonero ad aprile. Ora la prima esperienza italiana, per lui, con il Bologna che lo ha scelto per sostituire Italiano, che ha salutato dopo due stagioni per ripartire dal Besiktas. C'è grande curiosità per Tedesco, che è un allenatore di cui tanto si parla in Italia da tempo, soprattutto per i risultati che aveva raggiunto in Germania e poi per la vetrina della nazionale belga. Il suo modulo di riferimento è il 3-4-2-1 o 3-4-3, ha gioco a vocazione offensiva e ama ripartire da dietro con la difesa. Rispetto a Italiano dunque potrebbe cambiare il modulo ma non l'atteggiamento di una squadra che proseguirà su quel filo rosso partito da Thiago Motta e che ha attraversato anche le idee dell'ormai ex tecnico rossoblu. Ovviamente, come Abate per il Torino, anche Tedesco, essendo alla sua prima esperienza in Serie A, andrà aspettato. Il campionato italiano è tra i più difficili tatticamente e c’è sempre bisogno di tempo prima di imporre le proprie idee.
Aquilani arriva in Serie A dopo la favola Catanzaro
Alberto Aquilani, anni 41, è una vecchia conoscenza della Serie A. Romano, cinque anni alla Roma, ex Fiorentina e Liverpool, da buon regista ha saputo convertire le sue geometrie in idee facendo strada e carriera da allenatore. Ha cominciato nelle giovanili della Fiorentina, poi Pisa, quindi la favola Catanzaro con la promozione in Serie A appena sfiorata. Ma il percorso in B gli ha consentito vetrina e così il Sassuolo lo ha scelto per sostituire Grosso, andato alla Fiorentina. Aquilani come gioca? Che idee ha? Anche lui al Catanzaro prediligeva il 3-4-2-1, ovvero difesa a tre ma esterni offensivi determinanti e grande ampiezza con anche i centrali nello spazio. E dunque pochi punti di riferimento. Tanti elogi per il campionato della sua ultima squadra. Elogi non solo per il risultato raggiunto, ovvero la Serie A sfiorata appena ai playoff, ma anche per il modo con cui la sua squadra era capace di giocare. Con coraggio e autorevolezza tecnica. Un calcio verticale e liquido, si direbbe moderno, un'impronta chiara da parte di un allenatore che di diritto appartiene alla nuova generazione di tecnici che dovranno anche permettere al movimento calcistico italiano di evolversi e crescere. Per questo, anche lui, la curiosità è tanta.


