Ismajli, il Torino si interroga sulla difesa: con la linea a 4 chi gioca?
Ardian Ismajli ha giocato 90 minuti con l'Albania. Nel Torino di Abate le gerarchie in difesa sono aperte: Coco, Comuzzo, Cömert, Rodríguez e Ismajli per due o tre posti.
Ardian Ismajli continua a mettere minuti nelle gambe. Il difensore del Torino ha giocato per tutta la gara nella vittoria per 3-0 dell'Albania a San Marino, contribuendo al successo della sua Nazionale.
Con la maglia del Toro ha disputato 4 gare in questo avvio di stagione raccogliendo complessivamente 269 minuti. Un dato che racconta però solo una parte della sua situazione.
Perché Ismajli gioca, ma non sembra ancora essere una prima scelta nelle gerarchie di Ignazio Abate.

ISMAJLI C'È, MA COCO RESTA IL PERNO CENTRALE
Nelle prime cinque giornate il Torino ha utilizzato prevalentemente la difesa a tre.
E al centro della retroguardia Abate ha dato continuità soprattutto a Saúl Coco.
Il guineano ha rappresentato il perno della linea, con Eray Cömert e Pietro Comuzzo utilizzati ai suoi lati nelle ultime uscite prima della sosta. Già in estate Abate aveva indicato Coco come possibile riferimento centrale della difesa a tre.
Ismajli ha comunque avuto il suo spazio.
Ha giocato dall'inizio contro il Milan, entrando poi anche nelle rotazioni nelle gare successive. A Bologna è tornato titolare, ma in quel caso la scelta era stata determinata anche dall'assenza di Comuzzo, fermato dall'influenza.
Contro il Bologna, infatti, Abate ha schierato Coco, Ismajli e Cömert nella linea a tre.
Il quadro, quindi, è abbastanza chiaro: Ismajli è una risorsa importante, ma al momento non sembra avere un posto fisso nell'undici ideale del tecnico.

QUATTRO PRESENZE, MA GERARCHIE ANCORA DA SCALARE
La situazione può essere letta anche attraverso i numeri.
La scheda ufficiale del Torino indica per Ismajli quattro presenze e 269 minuti complessivi nella stagione 2026/27.
Non è dunque un giocatore ai margini.
Al contrario, Abate lo ha utilizzato e ha potuto contare sulla sua esperienza. Ma il difensore albanese deve ancora conquistarsi una posizione stabile all'interno della retroguardia.
E qui entra in gioco la sosta.
Ismajli sta giocando con continuità anche in Nazionale: dopo i 90 minuti contro San Marino, il suo minutaggio internazionale rappresenta un ulteriore elemento positivo per la condizione.
Al rientro, però, dovrà tornare a giocarsi il posto.
LA DIFESA A QUATTRO CAMBIA TUTTO
Ed è probabilmente questo il tema più interessante in vista della ripresa del campionato.
Abate ha già mostrato di non considerare la difesa a tre come un dogma.
Contro Fiorentina e Bologna il Torino ha cambiato assetto durante la partita, ottenendo segnali interessanti. A Bologna, in particolare, il passaggio al 4-4-2 ha accompagnato la rimonta granata fino all'1-1 di Kulenovic.

Lo stesso Abate ha spiegato di apprezzare la difesa a quattro e il lavoro durante la sosta è orientato anche verso questa possibilità.
Questo cambia inevitabilmente anche le gerarchie dei centrali.
Con tre posti da assegnare, Abate può utilizzare tre difensori.
Con una linea a quattro, invece, ne servono soltanto due.
Ed è qui che si apre il vero interrogativo.
QUATTRO CENTRALI PER DUE MAGLIE
La rosa mette Abate davanti a una scelta tutt'altro che semplice.
Da una parte c'è Saúl Coco, che nelle prime giornate ha avuto la responsabilità di guidare la difesa a tre e che sembra essere uno dei giocatori maggiormente considerati dall'allenatore.
Poi c'è Pietro Comuzzo, uno degli investimenti più importanti del nuovo Torino e già protagonista nelle prime giornate.
C'è Eray Cömert, utilizzato con continuità nella difesa a tre e dotato di caratteristiche particolarmente adatte al centrosinistra.
E infine c'è Ardian Ismajli, che porta esperienza, fisicità e una conoscenza ormai consolidata della Serie A.
A questi quattro va aggiunto Ricardo Rodríguez, appena rientrato nel progetto granata e reduce da due partite da titolare con la Svizzera durante la sosta.
Il quadro diventa quindi ancora più interessante.
RODRIGUEZ PUÒ ENTRARE NEL BALLOTTAGGIO
Il ritorno di Rodríguez aggiunge un'altra variabile.
Il difensore svizzero ha giocato due gare da titolare durante la sosta e ha segnato anche su punizione contro la Scozia. È quindi rientrato a Torino con minuti importanti nelle gambe e con una condizione in crescita.
Per Abate può essere una soluzione sia nella linea a tre sia, soprattutto per caratteristiche tecniche ed esperienza, in una difesa a quattro.
Questo significa che la competizione interna non riguarda più soltanto Ismajli, Coco, Comuzzo e Cömert.
Rodríguez entra inevitabilmente nel discorso.
E la domanda per il prossimo Torino diventa quindi molto semplice: quali saranno i due centrali scelti da Abate?
COCO E COMUZZO? ISMAJLI E RODRIGUEZ ASPETTANO
Oggi non c'è ancora una risposta definitiva.
La difesa a tre sembra aver dato ad Abate alcune certezze, con Coco al centro e Cömert e Comuzzo spesso utilizzati ai suoi lati. La difesa a quattro, invece, obbligherà il tecnico a fare una scelta diversa.
Il possibile nuovo sistema può premiare caratteristiche differenti.
La velocità di Comuzzo.
La fisicità di Coco.
L'esperienza di Ismajli.
La qualità e il mancino di Rodríguez.
La capacità di Cömert di impostare e difendere in campo aperto.
Sarà una delle battaglie più interessanti alla ripresa del campionato.
IL TORINO RIPARTE DALL'UDINESE
La risposta arriverà anche dal lavoro delle prossime due settimane.
Il Torino tornerà in campo il 12 ottobre contro l'Udinese e Abate avrà finalmente la possibilità di lavorare nuovamente con tutti i suoi difensori dopo una sosta che ha portato via l'intero reparto centrale per gli impegni delle Nazionali.
Ismajli tornerà a disposizione dopo aver giocato con l'Albania.
Coco è già rientrato a Torino dopo l'impegno con la Guinea Equatoriale e potrà riprendere il lavoro al Filadelfia.
Comuzzo, Cömert e Rodríguez completeranno progressivamente il gruppo.
A quel punto Abate dovrà scegliere.
Tre centrali o quattro?
E, soprattutto, nel caso della difesa a quattro: chi saranno i due titolari?
La sosta potrebbe aver complicato le gerarchie. Oppure potrebbe averle rese ancora più chiare.
Per Ismajli, intanto, una certezza c'è: i 90 minuti con l'Albania sono un altro passo per farsi trovare pronto quando arriverà il momento della scelta.

