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Ignazio Abate in Torino Monza 3-2

Il pareggio per 1-1 contro il Lecce ha lasciato il Torino con qualche rimpianto e diversi interrogativi in vista della sosta per le nazionali. Tra le questioni più discusse c'è naturalmente il lavoro di Ignazio Abate, finito nel mirino di una parte della tifoseria dopo gli ultimi risultati e alcune scelte durante le partite.

→ Torino Lecce: le dichiarazioni di Abate

Sul tema è intervenuto Fabrizio Biasin, ospite di Microfono Aperto su Radio Sportiva. Rispondendo a un ascoltatore particolarmente critico nei confronti dell'allenatore granata, il giornalista ha espresso una posizione più attendista, pur riconoscendo alcuni limiti nella gestione della squadra.

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Biasin su Abate: «Deve migliorare, ma non sono così negativo»

Biasin ha innanzitutto ricordato che Abate è alla prima esperienza da allenatore in Serie A e che, proprio per questo, è normale che debba ancora crescere sotto alcuni aspetti.

Il giornalista non ha però nascosto le proprie perplessità su alcune decisioni recenti: «Oggi l'ho detto, secondo me la gestione dei cambi non è stata buona. Di Francesco, con la sua esperienza, è stato più bravo».

Un giudizio che non riguarda soltanto Torino-Lecce. Biasin ha infatti citato anche la partita contro il Frosinone, nella quale, a suo avviso, erano emersi alcuni limiti nella gestione della gara.

Nonostante queste osservazioni, la valutazione complessiva sull'allenatore resta positiva: «Io non sono così negativo nei confronti di Abate. Complessivamente, però, continuo a pensare che sia un tecnico che ha un bel futuro».

Torino Lecce, Di Francesco e Abate prima del fischio d'inizio

«Aspetterei prima di parlare della solita stagione mediocre»

Il punto centrale dell'intervento riguarda però le prospettive del Torino. Biasin ha riconosciuto che un tifoso granata possa essere più interessato ai risultati immediati che alla crescita futura dell'allenatore.

«Ovviamente un tifoso del Toro dice: “Ma a me del futuro del tecnico interessa relativamente, mi interessa il presente del Torino”», ha osservato il giornalista.

La sua posizione, tuttavia, è quella di non arrivare troppo presto a una sentenza negativa sulla stagione: «Io aspetterei prima di pensare che possa essere la solita stagione mediocre del Toro. Credo che il processo di crescita possa esserci e possa essere anche interessante».

Una presa di posizione che invita a valutare il percorso della squadra nel suo insieme, senza ignorare gli errori commessi, ma nemmeno trasformando le difficoltà delle ultime partite in un giudizio definitivo.

Da Simeone a Perri: i giocatori che possono far crescere il Torino

Nel ragionamento di Biasin c'è anche un'analisi delle potenzialità della rosa. Davanti, il giornalista individua in Simeone e Adams due riferimenti importanti, mentre tra i giocatori che lo hanno colpito cita Belghali, sul quale ha espresso un giudizio particolarmente positivo.

Un'assenza pesante è invece quella di Mandragora, considerato da Biasin un elemento «molto molto importante». Per quanto riguarda Vlasic, il giornalista si aspetta un ritorno ai livelli mostrati nella scorsa stagione: secondo la sua valutazione, il croato al momento non sta rendendo allo stesso modo.

Tra i giocatori del reparto arretrato viene segnalato Comuzzo, descritto come un calciatore «molto ben centrato». Giudizio positivo anche per il portiere Perri, la cui convocazione in nazionale rappresenta un ulteriore riconoscimento.

Lucas Perdi, portiere del Torino FC, numreo 20

Il giudizio di Biasin: il Torino ha potenziale, Abate merita tempo

La conclusione dell'intervento è chiara: Biasin riconosce che Abate abbia commesso degli errori e che debba migliorare nella gestione delle partite, ma non ritiene corretto bocciare già adesso il suo lavoro.

Secondo il giornalista, il Torino dispone di diversi giocatori in grado di incidere e di una rosa con margini di crescita. La sosta per le nazionali arriva in un momento utile per recuperare energie e lavorare sugli aspetti da correggere.

La fiducia di Biasin non è quindi un'assoluzione incondizionata per l'allenatore, ma un invito ad aspettare prima di definire negativa o mediocre l'intera stagione granata. Il campo, naturalmente, avrà l'ultima parola.

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