Il Napoli è un’ottima squadra che viaggia sulle ali dell’entusiasmo, forte in difesa con Di Lorenzo e il muro Kim, bene a centrocampo con Lobotka e Anguissa, fosforo e potenza, e tutto condito con la classe pura di Kvaratskhelia. Poi c’è però un attaccante devastante. Sul primo gol sale in cielo. Pressa, gioca di potenza, ruba palle, apre di fino per i compagni. Per la prima volta ho visto davvero in difficoltà Schuurs. Osimhen è sicuramente uno degli attaccanti più forti al mondo oggi. Riassumendo investimenti del proprietario, un allenatore con idee chiare, ma anche Giuntoli che pesca il compagno adatto a Osimhen. Un direttore sportivo insomma. Il Toro ha perso troppi palloni davanti o in prossimità della propria difesa. Dovevamo ridurre gli errori. E invece sul primo gol male Singo nella rimessa, precipitosa e svagata, male Linetty nel controllo e angolo regalato. Poi molta della nostra confusione in impostazione è stata causata sicuramente dal pressing alto partenopeo, perché oltretutto stanno pure bene fisicamente. In difficoltà anche Savic nei rinvii di piede. Nonostante questo abbiamo creato anche nel primo tempo, impegnato Meret, preso un palo con Sanabria. Se vuoi provare ad arginarli in quel momento devi segnare. La mancanza di una punta vera in queste partite si fa sentire, Ricci non era al massimo, Vlasic tornava dopo parecchie settimane, forse si poteva fare cambi prima. Sarebbe cambiato poco ma un gol ci stava. Se non gli metti un po' di pressione è finita, per farlo bisogna segnare, per segnare ci vogliono gli attaccanti. Stadio troppo azzurro, tifo granata praticamente in trasferta. Non uno bello spettacolo.


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