Schira: fondo inglese interessato al Torino, colloqui avviati
Un fondo inglese ha iniziato i colloqui per acquistare il Torino FC. Dopo gli incontri Cairo-Fassone, la clamorosa indiscrezione di Nicolò Schira.
Fondo inglese vuole il Torino: colloqui avviati con Cairo
Torino, 4 aprile 2026 – Scossa nel mondo granata. Il Torino FC potrebbe davvero cambiare proprietario. Dopo gli incontri riservati tra Urbano Cairo e Marco Fassone, arriva la bomba: un fondo inglese ha avviato i primi colloqui concreti per l’acquisto del club. A lanciare la notizia è Nicolò Schira, uno dei giornalisti più seguiti e attendibili del panorama calcistico italiano.
Nel primo pomeriggio di oggi Schira ha scritto su X: «Un fondo inglese è interessato all’acquisto #Torino. Sono iniziati i colloqui». Pochi caratteri, ma dal peso enorme. Il messaggio ha fatto immediatamente il giro del web, scatenando entusiasmo, speranze e mille domande tra i tifosi del Toro, stanchi di attendere un progetto ambizioso dopo vent’anni di presidenza Cairo.
Il contesto rende tutto ancora più intrigante. Solo nelle ultime ore La Stampa aveva riportato gli incontri tra il presidente Urbano Cairo e l’ex dirigente Marco Fassone (ex tra le altre di Milan, Inter e Napoli). Incontri che, secondo le ricostruzioni, ruotavano proprio attorno alla ricerca di nuovi investitori internazionali, con Fassone nel ruolo di intermediario. Da semplici voci esplorative si è passati, in pochissime ore, a una fase operativa. Il fondo inglese non è più un’ipotesi lontana: i colloqui sono già partiti.

Cairo disposto a vendere. Saranno vere le voci?
Urbano Cairo, patron del Torino dal 2005, ha sempre dichiarato di essere disponibile a cedere il club, ma solo a fronte di un’offerta seria, da parte di soggetti “più ricchi e più bravi” di lui. Parole ripetute più volte negli anni, mentre il Toro navigava in Serie A con bilanci in ordine ma senza mai compiere il salto di qualità definitivo. Oggi qualcosa sembra cambiato. Un fondo d’investimento britannico porta con sé caratteristiche che attirano immediatamente l’attenzione: capitali importanti, esperienza nella gestione di club, know-how di marketing globale e una mentalità tipica della Premier League, dove il calcio è prima di tutto business e spettacolo.
Marco Fassone rappresenta in questo scenario la figura chiave. La sua esperienza internazionale e la rete di contatti maturate in grandi club lo rendono l’intermediario ideale. Non è ancora chiaro se il suo coinvolgimento si fermerà alla mediazione o se potrà trasformarsi in un ruolo operativo nella nuova struttura societaria. Di certo, la sua presenza conferisce maggiore credibilità all’intera operazione rispetto alle tante voci del passato.
Per i tifosi granata questa notizia arriva in un momento particolare. Il Torino ha garantito stabilità e permanenza in Serie A, ma il malcontento è cresciuto negli ultimi anni. La richiesta è sempre la stessa: investimenti più coraggiosi sul mercato, un progetto tecnico ambizioso, infrastrutture all’altezza e la possibilità di lottare stabilmente per l’Europa. Un fondo inglese potrebbe portare esattamente questo: risorse fresche, una visione pluriennale, potenziamento del settore giovanile e magari anche un’accelerazione sul progetto del nuovo stadio.

Nel calcio moderno i fondi di investimento esteri hanno cambiato il volto di molte società. Modelli vincenti arrivati dalla Premier League o dagli Stati Uniti dimostrano che, con la giusta gestione, si possono coniugare risultati sportivi, crescita del brand e sostenibilità economica. Il Torino, con la sua storia centenaria, il tifo appassionato e una piazza calda (in questo momento assente per proteste), rappresenta un asset potenzialmente molto appetibile.
Ovviamente siamo ancora nella fase preliminare. Non ci sono offerte pubbliche, probabilmente siamo alla fase dei “sondaggi” sperando che come spesso accade non siano voci destabilizzanti. Ma il semplice fatto che colloqui con un fondo strutturato siano già partiti (secondo Nicolò Schira) dimostrerebbe che l’attuale proprietà è pronta a considerare seriamente l’ipotesi di un passaggio di mano.
I tifosi del Toro, abituati a sognare con cautela dopo tante false partenze, oggi hanno un motivo concreto per emozionarsi. La notizia di Schira aggiunge peso e concretezza. Resta da capire come evolveranno i contatti: ci sarà un incontro diretto tra Cairo e i rappresentanti del fondo? Verrà avviata una due diligence? O l’operazione non esiste affatto?
CuoreToro seguirà ogni sviluppo in tempo reale, con aggiornamenti continui. Perché dopo due decenni di gestione Cairo, il futuro del Torino potrebbe essere arrivato a un bivio storico. Un fondo inglese interessato, colloqui avviati, Fassone nel mezzo: gli ingredienti per una svolta ci sono tutti.
E i granata, come sempre, sono pronti a crederci fino in fondo. Il Toro potrebbe davvero cambiare pelle.

