header logo
palla su cinesino

Novanta (minuti), la paura 

È stato un mezzogiorno di fuoco domenicale quello della trentasettesima giornata di Serie A, che ha rimescolato le carte Champions, scombussolando classifica, e sensazioni, lasciando spazio a qualsiasi previsione sugli ultimi novanta minuti.
La Juve, che pareva la più in forma e sicura del lotto da terza sì è ritrovata sesta, dopo aver inciampato nel "giglio" fiorentino e non solo dovrà vincere il derby, ma aspettare buone notizie da Verona, dove gioca la Roma, e da un Cagliari salvo che va nella San Siro milanista, senza contare il Como (in vantaggio rispetto ai bianconeri negli scontri diretti) che gioca contro una Cremonese che farà di tutto per salvarsi.
Un bel guazzabuglio certamente, con i commenti odierni che, per i bianconeri, smentiscono non solo quelli di una settimana fa, ma anche mercati in cui gli acquisti sono passati dalla Santa Trinità ai somari.... sulla strada longa longa di Girgenti.
Juve, anzi calcio italiano, delle contraddizioni, con troppe iperboli che esaltano e fanno sognare tifosi che ancora non hanno capito quanto li si prenda in giro, e mica solo nella Torino granata o nella Roma laziale.
Novanta minuti, poi la stagione è finita, i verdetti insindacabili, il "solito" mondiale senza Italia e l'altrettanto solito mercato, dove su cento voci novantanove sono fasulle, come i "colpi" propinatici ed i bidoni che tra sei mesi malediremo a gran voce.

Maurizio Vigliani

Torino, emergenza difesa per il derby: cambio di modulo?

💬 Commenti