Torino: contestazione forte dei tifosi sotto la sede di RCS
La contestazione arriva anche a Milano in occasione della partita contro il Milan, i tifosi si sono radunati sotto la sede di RCS con cori e striscioni

Il Torino si prepara a scendere in campo nella 30ª giornata di Serie A con una sfida dal peso specifico elevato.
Alle ore 18, infatti, i granata saranno ospiti del Milan a San Siro, in un match che si preannuncia complesso ma allo stesso tempo ricco di significati per la squadra piemontese.
La formazione granata arriva all’appuntamento con rinnovato entusiasmo dopo il recente cambio in panchina. L’arrivo di Roberto D’Aversa ha infatti portato una decisa inversione di tendenza: sei punti conquistati nelle ultime tre gare, frutto delle convincenti vittorie contro la Lazio e il Parma, oltre a una prestazione incoraggiante, seppur senza punti, sul campo del Napoli.
Un filotto che ha restituito fiducia all’ambiente e assestato una squadra che sembrava aver smarrito la propria identità.
Il lavoro del nuovo tecnico si è visto soprattutto nell’atteggiamento: maggiore compattezza, intensità ritrovata e una fase offensiva più concreta.
Segnali importanti in vista di un confronto impegnativo come quello contro i rossoneri, storicamente ostico per il Torino, ma che oggi arriva in un momento in cui i granata sembrano aver ritrovato convinzione e spirito di sacrificio.

La contestazione continua:
Tuttavia, al di là del campo, continua a tenere banco la contestazione nei confronti del presidente Urbano Cairo. Il malcontento della tifoseria non accenna a diminuire, anzi si fa sempre più evidente e organizzato.
Nelle ore precedenti alla gara, gruppi di sostenitori granata si sono radunati sotto la sede di RCS, di cui Cairo è figura di riferimento, per manifestare il proprio dissenso.
Cori, striscioni e una presenza costante anche a Milano, nei pressi delle sedi riconducibili al presidente, rappresentano un segnale chiaro: la frattura tra proprietà e tifoseria appare profonda e irrecuperabile. La richiesta è quella di un cambiamento radicale, con una parte consistente del tifo organizzato che auspica un passo indietro della presidenza.
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