Torino batte la Roma: Lorenzo Battistello racconta l’impresa del Toro, ma non solo...
La vittoria del Torino a Roma in Coppa Italia riaccende l’entusiasmo granata. Lorenzo Battistello racconta l’impresa, il momento del Toro e la fede vissuta a Barcellona.

Torino corsaro a Roma in Coppa Italia: Lorenzo Battistello racconta l’impresa granata
L’ex concorrente del Grande Fratello, oggi a Barcellona, analizza la vittoria del Toro contro la Roma, il momento della squadra e la sua fede granata vissuta all’estero
La vittoria del Torino a Roma in Coppa Italia ha riacceso l’entusiasmo dei tifosi granata. Tra loro c’è anche Lorenzo Battistello, ex concorrente del Grande Fratello, grande tifoso del Toro e oggi residente a Barcellona.
Il direttore di cuoretoro.it, Maurizio Mellano, lo ha intervistato per parlare della gara dell’Olimpico, del momento della squadra, del futuro del Torino e di una vita divisa tra calcio, ristorazione e passione granata.
Lorenzo, da tifoso del Torino, come hai vissuto la gara di Coppa Italia contro la Roma? Questa vittoria può cambiare la stagione?
“L’ho vissuta come sempre con grande entusiasmo, insieme al Toro Club Barcelona, ci ritroviamo sempre in un locale dove collaboro, il DolceVita Bar Sport di Barcelona. Ieri c’era grande euforia perché la squadra fin dall’ inizio è sembrata determinata e solida. Tutti i giocatori erano concentrati e con il giusto spirito. Sicuramente questa vittoria può dare animo ma aspettiamo ad illuderci molte volte dopo una vittoria siamo ricaduti nella tristezza quindi direi cautela ma godiamoci il momento”.

Chi è stato, secondo te, il giocatore granata decisivo? C’è qualcuno che meriterebbe più spazio?
“Io sono un grande fan di Che Adams. È uno che parla poco ma lavora tantissimo: come si dice, “testa bassa e pedalare”. Sta già dimostrando di meritare spazio e fiducia”.
Il Torino ha una storia gloriosa, ma negli ultimi anni ha vissuto alti e bassi. Qual è il tuo ricordo più bello da tifoso e cosa manca oggi per tornare in alto? Da dove nasce la tua passione granata?
“La mia passione per il Toro nasce da quando andavo alle scuole medie, i miei genitori si chiedevano il perché un ragazzino veneto tifasse così; non so esattamente perché ma forse perché erano tutti gobbi ed a me stava sul c****. I miei ricordi più belli sono: la prima partita allo stadio 1985 a Verona, avevo 12 anni, Verona primo e Toro secondo lo scontro al vertice, Bentegodi pieno che emozione!!!! Poi ricordo il derby del 3-3, poi Mantova ed infine Bilbao. Oggi manca una progettazione a lungo termine sembra che viviamo navigando a vista pensando all’ oggi e non al domani”.

Riesci a seguire il Torino anche vivendo lontano dall’Italia?
“Certo!!! Il Toro Club Barcelona è è molto attivo e quando posso vado anche allo stadio quest'anno ero presente a Torino-Napoli”!

Capitolo calciomercato e società: chi cederesti? E cosa pensi della gestione Cairo?
“Sulla gestione Cairo mi sono espresso nel punto 3, vorrei osasse di più senza circondarsi solo di ”Yes Man". Cederei mezza rosa hahaha tutti quelli che sembrano mercenari di passaggio, non faccio nomi per rispetto".

