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Roberto D'Aversa, allenamento al Filadelfia

Toro, difesa da registrare: D’Aversa insiste sui tre

Non un cambio di sistema, ma un lavoro profondo per migliorare ciò che già c’è. Roberto D’Aversa ha le idee chiare: il Torino deve crescere nella fase difensiva, ma senza rivoluzioni tattiche. La linea a tre resta il punto fermo da cui ripartire.

Dopo settimane difficili e numeri che preoccupano, il tecnico granata ha deciso di intervenire con decisione, concentrandosi soprattutto su movimenti, sincronismi e intesa tra gli interpreti. Perché il problema non è il modulo, ma come viene interpretato.

Roberto D'Aversa, allenamento al Filadelfia - Torino

Una difesa a tre da rendere più solida

Durante gli allenamenti al Filadelfia, D’Aversa ha lavorato intensamente sulla linea composta da Coco, Ismajli ed Ebosse. Non si tratta di una novità, ma di una base da perfezionare.

Il focus è su dettagli spesso invisibili ma fondamentali: le scalate difensive, le coperture preventive, le distanze tra i giocatori. Tutti elementi che, se eseguiti correttamente, possono fare la differenza tra una difesa fragile e una solida.

Il tecnico sta cercando di costruire automatismi che permettano alla squadra di reagire meglio alle situazioni di gioco, riducendo gli errori individuali e aumentando la compattezza.

I numeri non mentono: 53 gol subiti

Il dato resta pesante: 53 reti incassate rendono il Torino una delle difese più battute del campionato. Un problema che non può essere ignorato e che richiede un intervento immediato.

D’Aversa lo aveva già sottolineato dopo la sfida contro il Milan: “Bisogna subire meno gol”. Un concetto semplice, ma che racchiude tutta la necessità di miglioramento della squadra.

Ridurre il numero di reti subite non è solo una questione difensiva, ma un passaggio obbligato per aumentare le possibilità di fare punti.

Enzo Ebosse, allenamento al Filadelfia

Movimenti e intesa: la chiave della svolta

Il lavoro quotidiano si concentra soprattutto sull’intesa tra i tre difensori. Coco, Ismajli ed Ebosse devono imparare a muoversi come un blocco unico, riducendo gli spazi e limitando le occasioni per gli avversari.

La comunicazione in campo diventa fondamentale, così come la capacità di leggere in anticipo le situazioni di gioco. D’Aversa insiste molto su questi aspetti, consapevole che la crescita passa proprio da qui.

Non basta essere ben posizionati: serve coordinazione, fiducia reciproca e rapidità nelle decisioni.

Il contributo di tutta la squadra

Come spesso accade, la fase difensiva non riguarda solo i difensori. Il tecnico sta lavorando anche sul contributo degli altri reparti, chiedendo maggiore partecipazione in fase di non possesso.

Centrocampisti e attaccanti devono aiutare a schermare le linee di passaggio e a ridurre la pressione sulla difesa. Solo così il Torino potrà diventare una squadra più equilibrata.

Una base da cui ripartire

La linea a tre non si tocca: è il punto di partenza su cui costruire la salvezza. Ma per funzionare davvero, deve diventare affidabile.

Le prossime partite saranno decisive per capire se il lavoro di D’Aversa porterà i risultati sperati. Il margine di errore è ridotto, e ogni miglioramento può incidere in modo determinante.

Il Torino non cerca rivoluzioni, ma certezze. E tutto passa da una difesa che deve finalmente ritrovare solidità.

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