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Vlasic e Simeone
Vlasic e Simeone al Bentegodi

Il Torino si prepara ad affrontare il Verona nella sfida valida per la 32ª giornata di Serie A. I granata arrivano all’appuntamento forti del successo sul campo del Pisa, che ha consentito di allungare sulla zona retrocessione, dove attualmente si trovano Lecce, Pisa e lo stesso Hellas.

Situazione ben diversa per gli Scaligeri, protagonisti di una stagione complicata sotto ogni punto di vista. Il cambio in panchina e le diverse operazioni nel mercato invernale non hanno prodotto gli effetti sperati: ora la retrocessione è sempre più vicina. Nonostante tutto, la tifoseria veneta continua a chiedere una reazione alla squadra, aggrappandosi alla speranza di un finale di stagione meno anonimo rispetto agli ultimi mesi. Non a caso, Sammarco, dopo l'ennesima sconfitta con la Fiorentina nello scorso turno, ha provato a spronare i suoi ragazzi in conferenza stampa. 

Hellas Verona Torino, Simeone batte Montipò
Hellas Verona Torino, Simeone batte Montipò

Verona, numeri e difficoltà

I gialloblù arrivano a questa sfida con numeri impietosi: appena 18 punti raccolti in 31 giornate, 53 gol subiti (come il Torino) e solo 22 realizzati. Dati che fotografano una squadra fragile, sia in fase difensiva che in quella offensiva, e mai realmente capace di dare segnali di riscatto nel corso del campionato.

Anche sul piano tattico i dubbi non sono mancati. Dopo il mercato di gennaio, l’inserimento dei nuovi acquisti non ha portato i benefici attesi, lasciando irrisolte diverse criticità. La cessione di Giovane ha inciso pesantemente sull’equilibrio tattico, specie in attacco, dove è mancato un riferimento al gruppo. 

Emblematica, in questo senso, la flessione di Gift Orban, che dopo un buon impatto iniziale ha visto calare sensibilmente il proprio rendimento.

Non tutto però è (ancora) perduto. La matematica tiene vive le speranze di salvezza e un successo al “Grande Torino” potrebbe riaprire, almeno in parte, la corsa salvezza. Il Lecce dista nove punti, motivo per cui, la sfida con i granata è probabilmente l'ultima spiaggia per ricominciare a correre.

Torino, i numeri in casa: un fattore da ritrovare

Non è stata, fin qui, una stagione all’altezza delle aspettative per il Torino. I granata hanno trascorso gran parte dell’anno a guardarsi alle spalle, cercando di mantenere le distanze da una zona retrocessione che, a più riprese, è stata una minaccia concreta. 

A pesare, in modo particolare, è stato il rendimento casalingo. Allo stadio "Grande Torino" sono arrivate soltanto sei vittorie, di cui due sotto la gestione di Roberto D'Aversa, a fronte di ben sette sconfitte: un bilancio che racconta delle tante difficoltà incontrate dalla squadra. 

L’assenza del pubblico ha inciso, e non poco. Negli anni, infatti, il fattore campo è stato spesso un’arma in più per i granata, spinti da un tifo capace di fare la differenza nei momenti decisivi.

Ora, però, il finale di stagione offre un’ultima occasione per cambiare rotta. Il calendario non concede sconti: Verona e Sassuolo, ma soprattutto Inter e Juventus all’ultima giornata, rappresentano le giuste occasioni per mostrare un atteggiamento diverso, nonostante gli impegni di primissimo rango.

Sfide complesse, ma anche opportunità: da queste partite passa la possibilità di dare un senso a una stagione fin qui troppo altalenante.

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