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Luciano Spalletti

È arrivato l’ultimo atto del campionato 2025/26 e il Torino è atteso da una sfida dal peso decisamente diverso dal solito. I granata, infatti, affronteranno la Juventus, ancora in corsa per un posto in Champions League. 

I bianconeri, dopo essere rimasti stabilmente tra le prime quattro della classifica, hanno sprecato una grande occasione sette giorni fa contro la Fiorentina, incassando una pesante sconfitta che ha permesso alla Roma di rientrare in corsa. 

Ora le possibilità di qualificazione si sono ridotte sensibilmente: oltre alla necessità di conquistare i tre punti contro il Torino, la squadra di Spalletti dovrà sperare in un passo falso di Milan o Roma.

Juventus, un derby di sofferenza

Da quando il Torino è tornato in Serie A, quasi quindici anni fa, ha vinto soltanto un derby, riuscendo raramente a imporsi sulla Juventus. Un bilancio negativo, anche perché i bianconeri negli anni hanno progressivamente ridotto la tensione della stracittadina, arrivando spesso a viverla come una partita ordinaria più che come un appuntamento speciale.

Questa volta, però, la situazione è diversa. La classifica e il peso della posta in palio rendono il match decisivo per la Juventus, chiamata a non sbagliare. Sfidare la squadra allenata da D’Aversa, soprattutto in casa, non è semplice: l’ex tecnico di Parma ed Empoli ha costruito un rendimento solido tra le mura amiche, con quattro vittorie e un pareggio nelle ultime uscite.

In conferenza stampa, il tecnico granata ha lasciato intendere che, al di là della stagione già virtualmente conclusa, questa partita rappresenta un’occasione importante non solo per il suo futuro, ma anche per provare a sfatare un tabù che dura da anni.

Roberto D'Aversa, allenamento al Filadelfia - Torino

Le assenze pesanti

In questo finale di stagione la Juventus ha perso pedine fondamentali, ritrovandosi spesso in emergenza. Spalletti non ha potuto contare sulla piena disponibilità delle seconde linee, costretto a spremere diversi titolari.

Tra questi spicca Kenan Yildiz, che ha giocato per settimane non al meglio della condizione prima di alzare bandiera bianca proprio nel momento decisivo della stagione. 

Discorso diverso per Bremer, tra l’altro grande ex della sfida, che sarà assente per squalifica dopo il cartellino giallo rimediato nell’ultimo turno. Due assenze pesanti, che modificano inevitabilmente gli equilibri del match. 

Una stagione di alti e bassi

La stagione della Juventus rischia di chiudersi con grande amarezza. L’eventuale mancata qualificazione alla Champions League rappresenterebbe una vera e propria delusione sportiva.

Nonostante il cambio in panchina e l’arrivo di Spalletti, i bianconeri non sono riusciti a trovare continuità, alternando momenti positivi ad altri di evidente difficoltà. Pesano ancora alcuni risultati contro squadre alla portata, come i pareggi con Lecce, Sassuolo e Verona, che hanno inciso profondamente sulla corsa europea.

È mancata la continuità che ha storicamente caratterizzato il club, in un contesto segnato anche da investimenti non sempre efficaci. Anche in caso di qualificazione, è probabile una nuova rivoluzione estiva per rilanciare le ambizioni e tornare a competere per i vertici.

I possibili pericoli

Senza Yildiz è probabile che tocchi a Boga partire dal primo minuto: in queste gare ha dimostrato comunque di essere all’altezza della situazione. Gatti dovrebbe riprendersi il posto al centro della difesa, mentre in attacco è atteso Vlahović, protagonista nelle ultime partite con alcuni gol pesanti.

Pur attraversando un momento di difficoltà, la Juventus può contare su diversi giocatori in grado di fare la differenza. Su tutti, oltre all’attaccante serbo, anche Conceição, che pur con pochi gol ha dato un contributo importante alla manovra offensiva della squadra.

Il Torino dovrà provare a fare leva sull’aspetto mentale, che tra i vari fattori potrebbe essere quello più vulnerabile, al momento, da parte dei ragazzi di Spalletti. I granata hanno spesso sofferto le squadre con esterni capaci di puntare con facilità l’uno contro uno, motivo per cui è attesa una risposta importante da parte del reparto arretrato.

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