Graziani: "il Toro ha generato speranze. Ma il problema è Zapata"
Ciccio Graziani analizza il Torino dopo Bologna: fiducia in Abate, critiche sul rigore negato e il dubbio Zapata in attacco.
L’ex attaccante granata analizza il momento del Torino e guarda alla ripresa dopo la sosta: fiducia in Abate, dubbi sull’attacco e un giudizio durissimo sull’episodio di Bologna.
Le ultime partite hanno cambiato almeno in parte il clima intorno al Torino. Il pareggio di Bologna ha portato il quarto punto della stagione e, soprattutto, ha mostrato una squadra capace di reagire dopo un primo tempo complicato. Per Ciccio Graziani, intervistato da La Stampa, da qui bisogna ripartire.
“Le ultime partite hanno generato speranze e spero anche un po’ di entusiasmo”, è il pensiero dell’ex bomber granata. Un messaggio che fotografa un Toro ancora alla ricerca di equilibrio, ma che dopo la sosta dovrà provare a trasformare le indicazioni delle ultime gare in continuità.
A Bologna, dopo un primo tempo difficile, Abate ha cambiato qualcosa anche a livello tattico, passando al 4-4-2 e trovando con Kulenovic la rete del pareggio. Una soluzione che potrebbe rappresentare uno degli spunti da sviluppare durante la pausa.

GRAZIANI E IL RIGORE DI BOLOGNA
Il tema arbitrale rimane però centrale. Graziani non usa mezze misure sull'episodio del contatto tra Heggem e Oristanio nel finale della partita contro il Bologna.
“Come si fa a non vedere un rigore così?”, si domanda l’ex attaccante, che attacca poi duramente il funzionamento della tecnologia e chiama in causa Daniele Orsato: “La VAR è morta, ringraziamo Orsato che ha distrutto la tecnologia”.

L'episodio ha generato letture differenti, ma per la linea editoriale di CuoreToro il contatto su Oristanio era da calcio di rigore. La Stampa, nel racconto della partita, ha evidenziato come il fantasista sia stato fermato in area in due occasioni senza che Guida intervenisse e senza segnalazione del VAR.
“ABATE È GIOVANE E AMBIZIOSO”
Graziani guarda anche al lavoro del nuovo allenatore. Il giudizio sull'impegno di Abate è positivo, ma con una precisazione importante: sarà la squadra a dover tradurre il lavoro quotidiano in risultati.
“Abate è giovane e ambizioso e ci mette tanto impegno. Il Toro è un’opportunità che non deve farsi scappare”, dice Graziani, richiamando poi un vecchio concetto di Gigi Radice: “È la squadra che determina i risultati”.

Un concetto particolarmente attuale per un Torino che dopo cinque giornate ha quattro punti. Abate ha più volte parlato di un percorso da costruire, chiedendo però alla squadra di accelerare nella ricerca dei risultati.
Il passaggio al 4-4-2 visto a Bologna può diventare così una delle possibili strade per cercare maggiore efficacia offensiva. E la sosta permetterà al tecnico di lavorare su questo e sulle condizioni dei giocatori arrivati più tardi.
SIMEONE SI IMPEGNA, MA GRAZIANI PARLA DI UN "PROBLEMA ZAPATA"
Il capitolo più delicato riguarda però l'attacco.
Graziani riconosce l'impegno di Giovanni Simeone e Che Adams: “Il Cholito si impegna da morire e Adams pure”. Ma secondo l'ex bomber il problema principale è un altro: Duván Zapata.
“Nessuno pretende che giochi titolare a 35 anni ma dopo l’infortunio non si è più visto il vero bomber”, sostiene Graziani.

Il colombiano è ancora alla ricerca della condizione migliore dopo il lungo stop. Prima della sfida con la Roma, Abate aveva spiegato che Zapata era in ritardo di condizione anche perché non aveva svolto il ritiro completo.
È quindi una questione che va oltre il semplice ballottaggio tra attaccanti. Il Torino ha bisogno di gol e, nel progetto iniziale, Zapata avrebbe dovuto rappresentare una delle certezze offensive. Il rendimento di Simeone, ancora a secco in campionato, e la crescita di Kulenovic rendono ancora più importante capire quale sarà la distribuzione dei minuti dopo la sosta.
“SONO CONTENTO CHE LA GENTE SIA TORNATA ALLO STADIO”
Infine, Graziani affronta anche il rapporto tra il Torino e il suo ambiente.
“Sono contento che la gente sia tornata allo stadio”, sottolinea l'ex attaccante, evidenziando un elemento che può diventare importante in una stagione nella quale la squadra ha bisogno di ritrovare entusiasmo.

Poi il capitolo societario. Graziani sostiene che Urbano Cairo sia pronto a vendere e aggiunge: “Mi sembra provato da questa situazione, ma ci vogliono gli acquirenti”.
Anche in questo caso si tratta di una valutazione personale dell'ex granata, non di un annuncio societario. Cairo, in un'intervista a La Stampa dello scorso agosto, aveva parlato del futuro del Torino e definito quello attuale come il suo “ultimo Toro”, pur senza indicare una cessione imminente.
Il quadro tracciato da Graziani è quindi quello di un Torino che può guardare alla sosta con qualche motivo di fiducia, ma anche con questioni ancora da risolvere. Abate deve trovare continuità, l'attacco deve produrre di più e Zapata resta uno dei giocatori chiamati a cambiare il volto della squadra.

