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Pallone Torino FC al Filadelfia
Pallone Torino FC al Filadelfia

L’ingegnere camminava verso la sede del Torino, con la mente in moto continuo.

Continuava a chiedersi se anche un solo gesto diverso potesse cambiare tutto.
Aveva letto nei suoi adorati libri di fantascienza dell’effetto farfalla, e adesso ne capiva il peso. Un passo sbagliato, una parola fuori posto, e magari quel gol al novantesimo poteva non esistere più.

Entrò nella sede della società. Disse che aveva informazioni fondamentali sul derby, e che doveva parlare direttamente col presidente. Incredibilmente, lo accontentarono.

Al presidente disse di avere avuto una visione, ma la raccontò come un fatto tecnico, quasi un calcolo ingegneristico. Indicò esattamente chi avrebbe segnato durante la partita, a quale minuto, in quale modo.
«Il rigore verrà parato,» spiegò, «ma il gol arriverà lo stesso, su rimpallo imprevedibile, al novantesimo. Sarò io stesso a segnarlo.»

Il presidente, uomo molto superstizioso, lo guardò a lungo.
Non sapeva se ridere o credergli.
Alla fine, forse per scaramanzia o curiosità, accettò.
Lo avrebbe tesserato, e lo avrebbe tenuto in panchina.
«Se va esattamente come dici tu,» disse, «ti faccio entrare.»

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