Chi può vincere i Mondiali 2026? Favorite, outsider e primi segnali dal campo
Vlasic arriva al Mondiale dopo una stagione nella quale ha rafforzato il proprio ruolo di leader tecnico del Toro.

I Mondiali 2026 sono cominciati da pochi giorni, ma le prime partite hanno già fornito indicazioni interessanti sulle possibili protagoniste della competizione. Alcune nazionali hanno confermato immediatamente le aspettative, altre hanno incontrato più difficoltà del previsto, mentre diverse selezioni considerate outsider hanno mostrato di poter rendere meno scontata la corsa verso la finale del 19 luglio.
Il risultato più netto è arrivato dalla Germania, capace di superare Curaçao per 7-1. Il divario tecnico tra le due squadre impone prudenza nelle valutazioni, ma la formazione guidata da Julian Nagelsmann ha mostrato profondità, ritmo e molte soluzioni offensive. Kai Havertz ha segnato due volte, mentre Jamal Musiala, Deniz Undav, Felix Nmecha, Nico Schlotterbeck e Nathaniel Brown hanno completato una vittoria che ha riportato entusiasmo intorno a una nazionale reduce dalle deludenti eliminazioni nella fase a gironi del 2018 e del 2022.
La Germania manda il primo messaggio alle rivali
Il successo contro Curaçao non basta per definire la Germania come principale favorita, ma rappresenta un segnale difficile da ignorare. I tedeschi hanno sfruttato la qualità dei propri centrocampisti, la mobilità degli attaccanti e la possibilità di trovare risposte importanti anche dalla panchina. La presenza contemporanea di Musiala e Florian Wirtz offre creatività tra le linee, mentre Havertz può interpretare il ruolo di centravanti senza limitarsi alla finalizzazione.
La vera misura delle ambizioni tedesche arriverà contro avversari più strutturati. La Costa d’Avorio ha iniziato il torneo battendo l’Ecuador per 1-0 e si presenta come una squadra fisica, compatta e difficile da affrontare. Il prossimo confronto diretto permetterà di capire se il 7-1 dell’esordio sia stato soltanto il prodotto di una netta superiorità o il primo passo di un percorso realmente competitivo.
Le prime giornate hanno quindi già modificato il modo in cui si discute di chi vincerà i Mondiali di calcio. La Germania ha guadagnato attenzione, mentre altre favorite devono ancora esordire o hanno lasciato qualche dubbio. Il torneo, però, è appena cominciato e il nuovo formato richiede continuità per molte più partite rispetto al passato.
Brasile frenato da un Marocco sempre più credibile
Il pareggio per 1-1 tra Brasile e Marocco è stato uno dei primi risultati capaci di mettere in discussione le gerarchie iniziali. La nazionale sudamericana resta una delle candidate naturali al titolo, ma non è riuscita a imporre completamente il proprio gioco contro una formazione marocchina ben organizzata e coraggiosa.
Vinícius Júnior ha risposto al vantaggio firmato da Ismael Saibari, evitando al Brasile una partenza con una sconfitta. La squadra verdeoro possiede un reparto offensivo ricco di talento, con Neymar, Raphinha, Endrick e altri giocatori capaci di decidere una partita, ma dovrà trovare un equilibrio più convincente tra possesso, costruzione e protezione degli spazi.
Il Marocco, invece, ha confermato di non poter più essere considerato una semplice sorpresa. Dopo il percorso fino alla semifinale nel 2022, la nazionale nordafricana ha ormai acquisito esperienza internazionale e consapevolezza. Achraf Hakimi, Brahim Díaz, Sofyan Amrabat e Yassine Bounou compongono la struttura di una squadra abituata a confrontarsi con avversari di alto livello.
La Svezia irrompe tra le possibili outsider
Tra le prestazioni più convincenti della prima giornata va inserita quella della Svezia, vincitrice per 5-1 contro la Tunisia. Yasin Ayari ha segnato due gol, mentre Alexander Isak, Viktor Gyökeres e Mattias Svanberg hanno completato una serata che ha messo in evidenza la forza offensiva della selezione scandinava.
Isak e Gyökeres formano una coppia d’attacco tra le più interessanti del torneo. Entrambi uniscono struttura fisica, mobilità e capacità realizzativa, caratteristiche che possono creare problemi anche alle difese più attrezzate. Il risultato contro la Tunisia non permette ancora di collocare la Svezia sullo stesso piano di Argentina, Francia o Spagna, ma la qualità disponibile nella metà campo avversaria la rende una possibile outsider.
La quarta giornata ha offerto anche il pareggio per 2-2 tra Paesi Bassi e Giappone, risultato che ha confermato la crescita delle nazionali asiatiche e le difficoltà degli olandesi nel controllare l’intera partita. La cronaca della quarta giornata dei Mondiali 2026 consente di ricostruire risultati ed episodi di un turno che ha modificato le prime classifiche dei gruppi E e F.
Argentina, Francia e Spagna restano le squadre da battere
Molte delle nazionali maggiormente accreditate devono ancora disputare la propria prima partita. L’Argentina campione in carica resta inevitabilmente tra le principali favorite. Lionel Messi partecipa al suo sesto Mondiale e può ancora rappresentare il riferimento tecnico di un gruppo che comprende Lautaro Martínez, Julián Álvarez, Enzo Fernández, Alexis Mac Allister e Rodrigo De Paul.
La forza dell’Argentina non dipende soltanto da Messi. Il gruppo costruito da Lionel Scaloni ha imparato a vincere partite differenti, alternando qualità tecnica, aggressività e capacità di soffrire. Difendere il titolo resta un’impresa complessa, ma l’Albiceleste possiede esperienza e continuità sufficienti per arrivare ancora una volta alle fasi decisive.
La Francia dispone probabilmente di una delle rose più profonde. Kylian Mbappé rimane il giocatore più pericoloso, ma Didier Deschamps può contare anche su Ousmane Dembélé, Michael Olise, Désiré Doué, Bradley Barcola e Marcus Thuram. La quantità di alternative permette ai francesi di cambiare caratteristiche durante la partita senza abbassare sensibilmente il livello tecnico.
La Spagna, attesa all’esordio contro Capo Verde, punta invece sulla qualità del palleggio e sull’imprevedibilità di Lamine Yamal e Nico Williams. La nazionale spagnola possiede giovani già abituati alle grandi competizioni, ma dovrà dimostrare di saper gestire il peso delle aspettative e le difficoltà di un torneo più lungo.
Inghilterra e Portogallo cercano il salto definitivo
L’Inghilterra continua a presentarsi ai grandi tornei con una rosa di altissimo livello. Harry Kane, Jude Bellingham, Bukayo Saka, Declan Rice ed Eberechi Eze offrono soluzioni differenti, mentre Thomas Tuchel dovrà trovare il giusto equilibrio tra talento offensivo e solidità.
La prima partita contro la Croazia sarà già un test importante. Luka Modrić e compagni hanno meno brillantezza rispetto ad alcune edizioni precedenti, ma mantengono esperienza, qualità a centrocampo e abitudine agli incontri a eliminazione diretta. L’Inghilterra dovrà evitare di trasformare l’abbondanza di talento in un limite nella scelta del sistema di gioco.
Anche il Portogallo può essere inserito tra le candidate. Cristiano Ronaldo affronta il suo sesto Mondiale, ma la selezione portoghese non dipende più esclusivamente dai suoi gol. Bruno Fernandes, Bernardo Silva, Vitinha, João Neves, Rafael Leão e Pedro Neto formano un gruppo tecnicamente completo, capace di controllare il pallone e attaccare in modi differenti.
Il Mondiale visto con gli occhi dei tifosi del Torino
Per i sostenitori granata il torneo offre motivi di interesse legati a tre giocatori della rosa del Torino. Il primo a scendere in campo è stato Che Adams, schierato titolare dalla Scozia nella vittoria per 1-0 contro Haiti. L’attaccante granata ha giocato al fianco di Lawrence Shankland e da una sua conclusione respinta è nata l’azione conclusa dal gol decisivo di John McGinn.
La Scozia non rientra tra le favorite per il titolo, ma il successo all’esordio l’ha portata in testa al gruppo che comprende anche Brasile e Marocco. Per Adams si tratta di una vetrina importante dopo la stagione con il Torino. La sua capacità di attaccare la profondità, proteggere il pallone e lavorare per i compagni può risultare utile in partite nelle quali la nazionale scozzese avrà meno possesso.
Nikola Vlašić è invece stato convocato dalla Croazia. Il numero 10 granata arriva al Mondiale dopo una stagione nella quale ha rafforzato il proprio ruolo di leader tecnico del Toro. Il suo utilizzo tra le linee può aiutare la nazionale croata a collegare il centrocampo con gli attaccanti, soprattutto quando Modrić e Mateo Kovačić avranno bisogno di un giocatore capace di ricevere alle spalle dei mediani avversari.
Il rendimento del croato sarà seguito con attenzione anche pensando al suo futuro.
Il terzo rappresentante del Torino è Marcus Pedersen, inserito nella rosa della Norvegia. Il terzino farà parte di una nazionale guidata da due stelle come Erling Haaland e Martin Ødegaard e attesa all’esordio contro l’Iraq. La Norvegia può diventare una delle squadre più interessanti della competizione se riuscirà a sostenere la propria forza offensiva con un’organizzazione difensiva adeguata.
Stati Uniti e altre possibili sorprese
Tra le nazionali da non sottovalutare ci sono anche gli Stati Uniti. Il 4-1 contro il Paraguay ha mostrato la capacità della squadra di Mauricio Pochettino di giocare con intensità, recuperare rapidamente il pallone e sfruttare la spinta del pubblico. Christian Pulisic ha assunto ancora una volta un ruolo centrale nella costruzione offensiva, mentre Folarin Balogun ha confermato la propria efficacia sotto porta con una doppietta.
La partita si è indirizzata già nel primo tempo. Dopo l’autorete di Fabián Balbuena, il Paraguay ha trovato il pareggio con Damián Bobadilla, ma Balogun ha riportato avanti gli Stati Uniti e ha poi allungato ulteriormente prima dell’intervallo. La quarta rete ha completato una prestazione convincente, nella quale la nazionale statunitense ha saputo combinare aggressività, velocità e qualità negli ultimi metri. Gli highlights di Stati Uniti-Paraguay permettono di rivedere i gol e le azioni principali di uno degli esordi più netti delle prime giornate.
Pulisic, Weston McKennie, Balogun e Tyler Adams compongono una struttura ormai abituata ai principali campionati europei. Il fattore ambientale può diventare importante, soprattutto nella fase a gironi: gli Stati Uniti conoscono stadi, condizioni climatiche e distanze meglio di molte avversarie e hanno cominciato il torneo con un risultato capace di accrescere entusiasmo e aspettative.
Per essere considerati realmente candidati al titolo dovranno confermarsi contro squadre più forti e mantenere lo stesso equilibrio nelle partite maggiormente combattute. Il debutto ha però mostrato che la nazionale statunitense non vuole limitarsi al ruolo di padrona di casa e possiede soluzioni offensive sufficienti per mettere in difficoltà avversari con caratteristiche differenti.
Anche il Giappone, capace di fermare i Paesi Bassi, e la Costa d’Avorio, vincitrice contro l’Ecuador, possono costruire percorsi interessanti. Il nuovo formato consente a più squadre di superare la prima fase, ma aumenta anche il numero di partite necessarie per arrivare fino in fondo. La profondità della rosa e la gestione delle energie diventeranno quindi decisive.
Dopo le prime giornate, Germania e Svezia sono le nazionali che hanno prodotto i risultati più vistosi, mentre Brasile e Paesi Bassi hanno già scoperto quanto possa essere difficile affrontare avversarie organizzate. Argentina, Francia, Spagna, Inghilterra e Portogallo devono ancora mostrare il proprio livello reale. La corsa al titolo resta aperta e proprio l’assenza di una favorita assoluta rende questa prima parte del Mondiale particolarmente difficile da interpretare.

