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Tino Anjorin

Nella prova negativa del Torino a Cremona, si sono intravisti alcuni lampi da cui la squadra potrebbe ripartire. Tra questi, l’ingresso di Faustino Anjorin, centrocampista inglese classe 2001, che nei 15 minuti (più recupero) concessi da D’Aversa ha messo in mostra alcune giocate interessanti.

Anjorin, una stagione buia

Arrivato tra la curiosità dei tifosi, che nella stagione precedente avevano potuto ammirare alcune giocate importanti a Empoli, Anjorin non è riuscito a mantenere le aspettative, trascorrendo gran parte del tempo in infermeria. Nei primi mesi con Baroni ha sofferto una condizione fisica molto altalenante, che gli ha di fatto impedito di trovare continuità.

Questi stop lo hanno reso fragile e probabilmente poco sicuro nei momenti in cui è stato chiamato in causa. Per giunta, è stato individuato come alternativa a Vlasic, che nella sua miglior stagione è stato raramente sostituito. Insomma, mesi difficili, da dimenticare, che però non escludono del tutto le possibilità di ritagliarsi uno spazio importante in futuro.

Tino Anjorin, allenamento al Filadelfia

Anjorin, le caratteristiche tecniche

Nel quarto d’ora di Cremona, Anjorin ha mostrato una fantasia tecnica superiore rispetto a Casadei e Gineitis. L’inglese ha evidenziato i punti di forza del suo gioco: tocchi precisi, buona lettura degli spazi e coraggio nel portare palla quando ha trovato campo davanti a sé.

A livello di intensità manca ancora qualcosa, motivo per cui probabilmente non è ancora pronto per partire titolare. Resta però una risorsa da cui il Torino potrebbe ripartire, visto che offre soluzioni diverse e quella dose di fantasia che oggi manca all’undici titolare.

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