Ivan Juric
Ivan Juric

Alla vigilia di Empoli-Torino Ivan Juric è intervenuto in conferenza stampa. Dalle insidie della squadra di Davide Nicola, al sogno europeo. Così il tecnico croato si è espresso davanti ai cronisti.

DOVE E’ MIGLIORATO IL TORO –«Siamo solidi e facciamo buone prestazioni, dobbiamo continuare così. A volte vinciamo e a volte no, ma siamo giusti già da diversi mesi»

CLASSIFICA GIUSTA – «E’ sempre giusta. Quando non segni vuol dire che ti manca qualità, a volte non ottieni massimo. Non ci sono rimpianti se non gli infortuni: non puoi fare niente, capitano. Ma è un rammarico»

INSIDIE EMPOLI – «Li ho visti dal vivo a San Siro. La differenza tra noi e loro è minima, dipende tutto dal lavoro e dalla voglia di migliorarsi. A San Siro hanno fatto bene, sarà difficile e si giocherà sui dettagli»

ASSENTI – «Gineitis, che è una cosa seria. Il resto della squadra è in ottima forma, abbiamo fatto un’altra settimana giusta. Dobbiamo dimostrare di essere mentalmente e fisicamente pronti»

SANABRIA E ZAPATA – «Sanabria dopo le cure si è ripreso bene, ha fatto un’ottima settimana. Zapata ha la continuità dei grandi, cura sempre il suo corpo e li vedo bene»

LAZARO TITOLARE – «Non ci sono titolari e no. Siamo in pochi, ogni settimana cerchiamo le soluzioni giuste. Può succedere anche domani di cambiare qualcuno, dobbiamo tirare fuori il meglio da tutti e i cambi sono decisivi per dare lo slancio»

FINALE DI STAGIONE – «Tutto parte dagli allenamenti, non è che fai un discorso e poi sistemi. Bisogna sempre andare forti, in partita serve fare ciò che si è provato. Dobbiamo essere sempre sul pezzo, ma mi sembra un Toro maturo: anche nelle difficoltà siamo sempre tosti. Il lavoro sulla testa si crea con il tempo e con gli allenamenti per poi portarlo in partita»

RICCI IN DIFFIDA, PENSIERO VERSO IL DERBY – «No, non ci penso proprio al derby»

EVOLUZIONE PERSONALE – «Molto evoluto. Ho affrontato situazioni diversamente rispetto al passato. Non è solo il campo e tattica, anche altre situazioni che prima non avevo»

INSEGNAMENTO DA ESPERIENZA AL TORO – «Non lo so, sono sorpreso dalla domanda…Faccio fatica a dirlo al volo. Ho ancora tutto contrastante»

SE L’EUROPA NON ARRIVA – «Non ci ho pensato. Bisogna far felice la gente, questa è la cosa che mi porta avanti. E quando non riesci a farlo, è meglio togliersi. Stiamo facendo bene, ci sono tanti giovani che prima non avevamo e si lavora bene. Poi si vedrà. Ora voglio vincere a Empoli e giocare così, l’obiettivo è quello. Manca l’ultima pazzia di spingere forte e ottenere un risultato che tre mesi fa mai avrei pensato»

POCHI GOL SUBITI NEI PRIMI TEMPI – «Sono molto soddisfatto del Toro. Ricordo i 140 gol presi in due anni, i giocatori che lottavano per salvarsi: è per questo che dico che la differenza è poco tra un traguardo importante e lottare per non retrocedere. Il dato è da un lato positivo, ma dall’altra puoi pensare che ci manchi la panchina più lunga per ottenere qualcosa in più. Già domani è una sfida molto pericolosa, basta poco per cambiare questa serietà: se due o tre giocatori non remano dalla stessa parte, poi diventi fragile come tre o quattro anni fa nonostante una rosa molto importante».

COPPA ITALIA PRIMAVERA – «Hanno fatto la partita giusta, meritano complimenti. Il problema dei nostri giovani è come impostarli bene: il passo tra Primavera e prima squadra è enorme, c’è un abisso tra i nostri allenamenti e i loro. Ciò che fanno Atalanta e Juve è fantastico con l’Under 23. Abbiamo tanti giocatori interessanti come Dellavalle che domina in tutte le partite, ma deve farsi le ossa e trovare soluzioni per farlo crescere. In tanti possono diventare giocatori nostri, magari non subito». (calcionews24)


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