Curva Maratona - derby
Curva Maratona - derby

32^ GIORNATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO - SERIE A - STAGIONE 2023/2024


SABATO 13 APRILE 2024, ORE 18,00
TORINO  -  JUVENTUS:  0  -  0

Torino Juventus


TORINO (3-4-1-2): MILINKOVIC-SAVIC; TAMEZE, BUONGIORNO, RODRIGUEZ (Cap.); BELLANOVA (dal 40’ s.t. MASINA), RICCI, LINETTY, VOJVODA (dal 33’ s.t. LAZARO); VLASIC; SANABRIA (dal 33’ s.t. OKEREKE), ZAPATA.
ALL.: JURIC
ESPULSI: JURIC al 42’ s.t. per proteste.
AMMONITI: LINETTY per gioco scorretto; RICCI, VOJVODA e PARO (allenatore in seconda) per proteste.
CAMBIO DI SISTEMA: NESSUNO.

JUVENTUS (3-5-2): SZCZESNY; GATTI (dal 33’ s.t. ALEX SANDRO), BREMER, DANILO (Cap.); CAMBIASO (dal 50’ s.t. ALCARAZ), MCKENNIE, LOCATELLI, RABIOT, KOSTIC (dal 19’ s.t. ILING-JUNIOR); VLAHOVIC (dal 33’ s.t. KEAN), CHIESA (dal 19’ s.t. YILDIZ).
ALL.: ALLEGRI
ESPULSI: NESSUNO
AMMONITI: GATTI, CAMBIASO per gioco scorretto.
CAMBIO DI SISTEMA: NESSUNO.

ARBITRO: MARESCA di Napoli.  -  VAR: DI PAOLO di Avezzano.


Correva il minuto 94 e Linetty, dalla sinistra, faceva partire un ottimo cross che Lazaro sprecava clamorosamente di testa, non inquadrando la porta di Szczesny. Sarebbe stato, probabilmente, il favorevole epilogo del Derby per il Toro, che sarebbe tornato alla vittoria dopo quasi nove anni (l’ultimo successo granata risale al 26 Aprile 2015 con reti di Darmian e Quagliarella per il Toro e di Pirlo per la Juventus).

In un certo senso, sarebbe stata una rivincita nei confronti della Juve per quei Derby che i bianconeri hanno vinto in più di un’occasione nel passato, anche recente, nei minuti di recupero. Se i granata avessero vinto non avrebbero rubato nulla, perché ad un primo tempo giocato in maniera contratta, con la Juventus che ha avuto due nitide occasioni, specialmente la prima, per andare a rete,  nel secondo tempo, il Toro è parso più sicuro e determinato, ed atleticamente più in palla dei bianconeri.

Nella prima frazione di gioco, sembrava che il Toro dovesse subire il gol da un momento all’altro; Chiesa si è involato sulla destra, seminando il suo controllore Tameze, e ha messo una palla  molto invitante che Vlahovic ha deviato sul palo. Successivamente, un’altra azione analoga, con cross di Gatti per Vlahovic, è stata sventata dalla pronta uscita di Milinkovic-Savic. Il portiere serbo è stato il migliore del Toro perché nella ripresa è anche riuscito a deviare un tiro pericoloso di Yildiz. Milinkovic-Savic, con questa bella prestazione, ha voluto farsi perdonare la prova insufficiente del Derby d’andata.

Per contro, Sanabria e Vlasic hanno giocato al di sotto delle attese; del paraguaiano si ricorda un bel colpo di testa su cross di Bellanova, ben respinto da Szczesny, del croato un timido risveglio nella ripresa, e poco più. Chi, invece, è piaciuto molto è stato Rodriguez per l’interpretazione che ha dato alla gara, e per la sua presenza costante in diversi momenti della partita. Arrivato quasi in sordina dal Milan, è ora un punto fermo del Toro; per lui sarebbe auspicabile un ruolo nella Dirigenza granata quando deciderà di appendere gli scarpini al chiodo. Altri granata che hanno vissuto il Derby da Derby sono stati Ricci, Linetty, Buongiorno e Zapata. Anche Vojvoda, in avvio preferito a Lazaro, non ha demeritato; suo un tiro al volo, però calciato con poca forza, che è stato bloccato dal portiere juventivo.

Nella ripresa, la Juventus si è gradatamente spenta; Chiesa ha perso lo smalto dei primi minuti ed è stato sostituito dal promettente Yildiz, ed anche il deludente Vlahovic, che si è divorato letteralmente un gol, ha lasciato spazio a Kean. In alcune occasioni si sono verificati scontri al limite, che non sempre il Direttore di gara ha punito come avrebbe dovuto; sono stati considerati più meritevoli di sanzione le proteste, che non alcuni interventi pericolosi. E di questo metro di valutazione ne ha fatto ancora le spese Juric, che ha dovuto lasciare il campo al 42’ del secondo tempo. Deplorevole è stata l’azione dei Drughi, che nella notte antecedente il Derby hanno esposto manifesti oltraggiosi contro il Toro, in un luogo simbolo come la Basilica di Superga. I veri tifosi non si comportano in quel modo, sono rispettosi nei confronti degli avversari.

Franco Venchi


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