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Paolo Aghemo
Paolo Aghemo

Torino: o si lotta, o si va in ritiro

Il giornalista di Sky Sport Paolo Aghemo ha realizzato un servizio molto interessante per Sky Sport Insider, con un retroscena particolare a firma Gianluca Petrachi.

Gianluca Petrachi, ds Torino Fc
Gianluca Petrachi, ds Torino Fc

Il Torino ha vissuto a Verona uno dei momenti più delicati della sua stagione, racchiuso in quello che internamente è stato ribattezzato “Patto del Bentegodi”. Un aut-aut chiaro, condiviso da dirigenza, allenatore e squadra: reazione immediata oppure dieci giorni di clausura punitiva.

Il retroscena, svelato da Sky Sport Insider, racconta come dopo la deludente sconfitta con il Cagliari fosse già pronto un mega ritiro fino alla Coppa Italia con la Roma, passando dalle sfide con Udinese e Atalanta. Il direttore sportivo Gianluca Petrachi, d’accordo con Marco Baroni, ha coinvolto direttamente lo spogliatoio in un patto di responsabilità collettiva. La richiesta era una sola: ferocia agonistica.

La risposta è arrivata sul campo. La vittoria di Verona ha evitato il ritiro e segnato l’inizio di una nuova fase, figlia della linea dura imposta da Petrachi, tornato al Filadelfia con poteri e incisività fuori dal comune. Regole chiare, multe automatiche, zero tolleranza per superficialità e personalismi: fiducia sì, ma solo in cambio di impegno totale.

Anche sul piano tecnico il messaggio è netto: resta solo chi lotta. Fuori dal progetto Asllani, Nkounkou e (a rischio) Ngonge. Sotto osservazione Aboukhlal, promosso per sacrificio e intensità. Da sfoltire una rosa troppo ampia, con Masina e Biraghi in uscita e valutazioni aperte su Ilic, Anjorin e il ruolo del portiere. Il mercato dovrà portare motivazioni prima ancora che nomi. 

Sassuolo Torino, Nikola Vlasic
Sassuolo Torino, Nikola Vlasic

Baroni ha “eletto” 4 nuovi leader nello spogliatoio del Torino

Baroni intanto lavora sulla struttura della squadra e individua quattro nuovi leader: Paleari, Maripan, Vlasic e Simeone, chiamati a essere esempio quotidiano. Positivi anche i segnali di Ilkhan e del giovane Nije, ma senza voli pindarici: la continuità è l’unico vero esame.

Il Patto del Bentegodi resta sul tavolo come monito permanente. La strada è tracciata: lottare, meritare, conquistare. Il Torino ha evitato il ritiro, ma ora deve dimostrare che non è stata solo una reazione d’orgoglio. La sfida con l’Udinese dirà se la scossa è stata definitiva o solo momentanea.

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