"La storia del Torino", il romanzo granata di Alberto Manassero
Dal 15 luglio "La storia del Torino". Il romanzo di Manassero: oltre un secolo di passioni, trionfi e rinascite raccontato attraverso la gente del Toro.
"La storia del Torino", il romanzo granata di Alberto Manassero
Più di un secolo di emozioni, cadute e rinascite. Un viaggio nella memoria granata che attraversa generazioni di tifosi e racconta non soltanto una squadra di calcio, ma un sentimento che continua a unire migliaia di persone. Dal prossimo 15 luglio sarà disponibile in libreria "La storia del Torino. Il romanzo granata", il nuovo libro di Alberto Manassero, una delle firme più autorevoli del giornalismo sportivo italiano.
Un'opera che promette di accompagnare i lettori alla scoperta dell'anima più autentica del Toro, attraverso le sue vittorie, le sue ferite e quella capacità unica di rialzarsi che da sempre caratterizza il popolo granata.
Un racconto che parte dal 1906, ma affonda le radici nel 1887
La storia del Torino comincia ufficialmente nel 1906, in una birreria torinese dove nacque il club destinato a diventare uno dei simboli sportivi della città. Ma le radici del calcio granata affondano ancora più indietro, fino al 1887, anno di fondazione del Torino Football & Cricket Club, considerato la prima squadra di calcio italiana.
Da allora il Toro è diventato molto più di una semplice società sportiva. È stato il punto di riferimento di generazioni di lavoratori, famiglie e appassionati che hanno fatto del colore granata un simbolo di appartenenza e identità.
Dal Grande Torino a Superga: la leggenda che non muore
Nel libro trovano spazio i primi trionfi degli anni Venti e Trenta e, naturalmente, l'epopea del Grande Torino, la squadra che dominò il calcio italiano e che ancora oggi rappresenta un modello irripetibile.
Poi arriva il 4 maggio 1949. La tragedia di Superga, una delle pagine più dolorose della storia dello sport mondiale, spezza il cuore di un'intera nazione. Ma proprio da quella tragedia nasce qualcosa di ancora più profondo: una memoria collettiva che continua a vivere attraverso i racconti, le celebrazioni e l'amore senza fine dei tifosi.

Lo scudetto del 1976 e le notti europee
Il romanzo ripercorre anche gli anni più difficili, le retrocessioni in Serie B e le successive rinascite. C'è spazio per lo storico scudetto del 1976 conquistato da Pulici e Graziani, per le emozioni europee degli anni Novanta e per le infinite battaglie del derby della Mole.
Un racconto che arriva fino ai giorni nostri, tra sofferenze e speranze, con una costante che non è mai cambiata: il legame indissolubile tra il Torino e la sua gente.
Perché, come emerge dalle pagine del libro, il Toro vive nei cori della Curva Maratona, nelle storie tramandate dai nonni ai nipoti, nelle sciarpe consumate dal tempo e negli occhi lucidi di chi continua a credere nei valori granata.
Alberto Manassero, una vita con il Toro nel cuore
Classe 1963 e originario di Borgaretto, Alberto Manassero ha legato gran parte della sua carriera al giornalismo sportivo. Entrato a Tuttosport nel 1992 grazie alla chiamata dello storico direttore Piero Dardanello, è rimasto nella redazione del quotidiano torinese fino al 2025.
Ha raccontato due Olimpiadi, Sydney 2000 e Torino 2006, ma soprattutto ha vissuto quotidianamente il mondo granata dal 1999 al 2012, seguendo da vicino tutte le vicende del club.
Già autore de "Il Grande Torino. Gli Immortali", pubblicato nel 2019, Manassero torna ora in libreria con un'opera che vuole unire passato e presente, gloria e fragilità, sofferenza e speranza.
Perché, come suggerisce il sottotitolo del volume, quella del Torino non è soltanto una storia da raccontare. È un romanzo che continua a essere scritto ogni giorno da chi porta il granata nel cuore.

Un libro per chi il Toro non lo tifa, ma lo vive
"La storia del Torino. Il romanzo granata" si propone come una lettura imperdibile per tutti gli appassionati. Non soltanto una raccolta di risultati e statistiche, ma un viaggio umano e sentimentale attraverso oltre cento anni di storia.
Perché le squadre si possono tifare. Il Torino, invece, si vive.
Fonte: comunicato editoriale Diarkos

