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Urbano Cairo e Ignazio Abate al Memorial Mamma e Papà Cairo

Dal rigore prima concesso e poi tolto contro il Monza in Coppa Italia al penalty non assegnato a Oristanio contro il Bologna. Al Dall'Ara anche il dato disciplinare fa discutere: 18 falli dei rossoblù e nessun ammonito. I tifosi si aspettavano una presa di posizione della società.

Il Torino ha chiuso le prime cinque giornate di campionato con 4 punti, ma oltre alle difficoltà mostrate dalla squadra c'è un altro tema che sta accompagnando questo avvio di stagione: gli episodi arbitrali.

Non si tratta di voler trovare negli arbitri la spiegazione ai risultati del Torino. Le prestazioni della squadra vanno analizzate per quello che sono e le responsabilità vanno distribuite anche all'interno del campo.

Ma alcuni episodi sono difficili da ignorare.

E dopo quello accaduto a Bologna, la domanda che molti tifosi granata si stanno ponendo è una sola: perché la società non prende posizione?

Urbano Cairo in tribuna ad assistere a Sassuolo Torino

IL RIGORE CONTRO IL MONZA: PRIMA DATO, POI TOLTO

Il primo episodio che ha fatto discutere è arrivato contro il Monza, in Coppa Italia.

Al 94' l'arbitro aveva assegnato un calcio di rigore al Torino per un presunto tocco di mano di Lucchesi. Dopo il richiamo del VAR, però, la decisione è stata revocata. Il Torino ha quindi perso l'occasione di pareggiare e la partita è terminata 1-0 per il Monza.

È importante sottolinearlo: non era una partita di campionato, ma è comunque uno degli episodi arbitrali che hanno caratterizzato questo avvio di stagione del Torino.

E non è stato l'unico.

Ivan Juric, allenatore del Monza

A BOLOGNA IL RIGORE SU ORISTANIO

L'episodio più recente e probabilmente più discusso è quello del Dall'Ara.

All'82', Oristanio entra in area, sterza e Heggem interviene andando a colpire il piede destro del giocatore granata. Guida lascia proseguire e il VAR Santoro non richiama l'arbitro al monitor.

Per la nostra lettura si tratta di un calcio di rigore che avrebbe dovuto essere assegnato.

Heggem su Oristanio, è rigore in Bologna Torino

Non siamo gli unici a pensarla così: la Gazzetta dello Sport ha parlato di un contatto sul piede d'appoggio e ha sostenuto che il VAR avrebbe dovuto quantomeno richiamare Guida alla revisione. Anche il Corriere della Sera ha definito l'episodio un rigore netto.

Esiste naturalmente anche una lettura opposta: il Corriere dello Sport ha giudicato corretta la decisione di Guida, considerando minimo il contatto tra Heggem e Oristanio.

Ma è proprio questa differenza di interpretazioni a rendere ancora più comprensibile la richiesta di una presa di posizione da parte del Torino.

E POI C'È IL DATO DEI CARTELLINI

A Bologna c'è un altro elemento che ha fatto discutere i tifosi.

Il Torino ha commesso 12 falli, il Bologna 18. Eppure, alla voce ammonizioni, il tabellino recita 3-0 per il Torino.

Sono stati ammoniti Bragança, Belghali e Patterson. Nessun giocatore del Bologna ha invece ricevuto un cartellino giallo.

Il dato diventa particolarmente interessante considerando una partita giocata su ritmi fisici e con numerosi contrasti.

Tra i giocatori rossoblù particolarmente coinvolti nei duelli c'è stato anche Pobega, protagonista di diversi interventi e contrasti durante la gara.

Non significa automaticamente che ogni fallo dovesse essere sanzionato con un'ammonizione. Ma vedere 18 falli commessi dal Bologna e zero cartellini contro, mentre il Torino ne riceve tre con 12 falli, è quantomeno un dato che merita di essere evidenziato.

Tommaso Pobega

ABATE: “LO AVETE VISTO TUTTI”

E qui arriviamo alla questione che forse più di tutte sta facendo discutere l'ambiente granata.

Dopo l'episodio di Oristanio, Abate non ha cercato scuse e non ha attaccato direttamente l'arbitro.

La sua risposta è stata molto chiara:

“Non lo commento, si commenta da solo. Lo avete visto tutti. Lo accettiamo”.

Una frase riportata anche dalla Rai e dalla Gazzetta dello Sport.

Abate ha scelto dunque una linea diplomatica.

Ma i tifosi si sarebbero aspettati qualcosa di diverso dalla società.

Le dichiarazioni di Abate sull'episodio di Oristanio

Bologna Torino, Abate nel post partita

PERCHÉ IL TORINO NON PRENDE POSIZIONE?

È questa la domanda che circola nell'ambiente granata.

Non chiediamo necessariamente una guerra contro gli arbitri. E nemmeno comunicati dopo ogni episodio dubbio.

Ma quando si sommano più situazioni controverse in poche settimane, una società dovrebbe almeno far sentire la propria voce.

Anche perché altri grandi club scelgono una strada completamente diversa.

Ieri, dopo la sconfitta nel derby contro l'Atlético Madrid, il Real Madrid ha pubblicato sul proprio sito ufficiale un articolo dal titolo inequivocabile: Un pessimo arbitraggio decide il derby. Il club ha contestato apertamente alcune decisioni dell'arbitro Ortiz Arias, citando in particolare due episodi nei quali, secondo il Real, sarebbero dovute arrivare espulsioni.

Non è necessario stabilire se quella sia la strada giusta per il Torino.

Ma il confronto esiste.

NON È UNA QUESTIONE DI ALIBI

Il punto non è sostenere che il Torino abbia perso o pareggiato le proprie partite esclusivamente per colpa degli arbitri.

Sarebbe troppo semplice e soprattutto non sarebbe corretto.

Il Torino ha 4 punti dopo cinque giornate e deve migliorare sotto molti aspetti.

Ma proprio per questo sarebbe possibile affrontare i due temi separatamente: da una parte l'autocritica sulla squadra, dall'altra la richiesta di maggiore attenzione sugli episodi arbitrali.

A Bologna il Torino ha conquistato un punto, ma avrebbe potuto avere un'occasione enorme nel finale con un calcio di rigore su Oristanio.

E nello stesso match ha chiuso con tre ammoniti contro zero del Bologna, nonostante i rossoblù abbiano commesso 18 falli.

Sono numeri, non sensazioni.

I TIFOSI ASPETTANO UNA RISPOSTA

La sosta per le Nazionali arriva quindi anche in un momento nel quale la società potrebbe fare chiarezza sulla propria posizione.

Non necessariamente con una protesta clamorosa.

Potrebbe essere sufficiente far capire che il Torino osserva, valuta e non intende accettare passivamente ogni decisione discutibile.

Perché se Abate ha scelto di dire “lo accettiamo”, il punto è proprio questo: la società deve necessariamente accettarlo senza dire nulla?

È la domanda che molti tifosi granata si stanno ponendo dopo le prime settimane della stagione.

E forse, più che una polemica contro gli arbitri, è semplicemente una richiesta di tutela del proprio club.

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