header logo
Urbano Cairo in tribuna ad assistere a Sassuolo Torino

«Ho fatto investimenti e non ho venduto giocatori che erano richiesti». Le parole di Urbano Cairo, intervenuto a Un giorno da pecora su Rai Radio 1, riaprono una questione che accompagna da anni il rapporto tra il presidente e una parte della tifoseria granata: la gestione dei giocatori più appetibili sul mercato.

Cairo ha rivendicato il lavoro svolto dalla società, sottolineando gli investimenti e la scelta di non privarsi di elementi richiesti da altri club. Una dichiarazione che, però, si presta a una lettura critica se confrontata con le operazioni concluse dal Torino nelle ultime stagioni.

Da Buongiorno a Njie: le cessioni che alimentano le critiche

Il caso più emblematico è quello di Alessandro Buongiorno, cresciuto nel vivaio granata e diventato uno dei punti di riferimento della squadra prima del trasferimento al Napoli nell’estate 2024. Una cessione economicamente importante per il club, ma che ha privato il Torino di un difensore centrale simbolo anche per il suo legame con la maglia. 

La lista delle cessioni è infinita e talvolta dolorosa, come non pensare a Gleison Bremer, ceduto proprio ai rivali della Juventus…

Più recentemente, anche il trasferimento di Alieu Njie alla Fiorentina, indicato tra le operazioni di mercato dell’estate, riporta al centro il tema della valorizzazione e della successiva cessione dei giovani talenti granata. Per una società, vendere un giocatore può essere una scelta tecnica o finanziaria; per i tifosi, invece, la questione è spesso legata alla continuità del progetto e alla possibilità di costruire una squadra capace di crescere nel tempo.

Il punto, quindi, non è soltanto quanto il Torino incassi dalle cessioni, ma anche come vengano reinvestite quelle risorse.

Alieu Njie in azione con la maglia della Fiorentina

Gli investimenti rivendicati da Cairo e le aspettative dei tifosi

Nel suo intervento radiofonico, il presidente ha collegato la buona partenza del Torino alla qualità dell’allenatore e della rosa, ricordando gli investimenti effettuati. Cairo ha anche sottolineato i risultati recenti, comprese le tre vittorie consecutive, prima della sconfitta contro il Como.

È proprio su questo punto che si concentra il confronto con la tifoseria: gli acquisti e le risorse investite vengono valutati anche in base ai risultati sul campo e alla capacità di trattenere i giocatori che possono fare la differenza. La permanenza di un elemento importante può rappresentare un segnale di ambizione; una cessione, invece, viene giudicata anche in relazione al sostituto individuato e agli obiettivi della squadra.

La domanda che resta aperta

La frase di Cairo pone dunque una questione concreta: quanto il Torino è disposto a fare per trattenere i suoi giocatori più richiesti quando arrivano offerte importanti?

Il bilancio del mercato non si misura soltanto attraverso il saldo tra acquisti e cessioni. Contano anche la competitività della rosa, la continuità tecnica e la capacità di trasformare le operazioni economiche in un progetto sportivo riconoscibile.

Per i tifosi granata, la sfida è vedere se gli investimenti rivendicati dal presidente potranno tradursi in una squadra capace di consolidarsi e puntare a traguardi più ambiziosi, senza dover ripartire ogni volta dalla cessione dei propri elementi migliori.

Cairo e la battuta sulla Juventus e su Mentana

Meglio davanti alla Juve o in Europa? Beh se succede una cosa, succede anche l'altra! Meglio davanti alla Juve o la permanenza di Mentana a La7? Eh dai, come faccio...Ma direi la prima! Tanto con Mentana rimaniamo amici”.

Torino, Fitz-Jim nel mirino della Premier League e del Porto
Torino, Lucas Perri convocato dal Brasile di Ancelotti