header logo
Le dichiarazioni del direttore sportivo del Torino Fc Gianluca Petrachi a Sky Sport Insider

Torino, 4 aprile 2026 – Gianluca Petrachi, tornato alla guida dell’area tecnica del Torino lo scorso dicembre, ha rilasciato una lunga e sincera intervista a Sky Sport Insider. Il direttore sportivo granata ha analizzato senza filtri il momento difficile del club, il malessere dell’ambiente e le sfide che attendono la squadra fino al termine della stagione.

Di seguito le sue dichiarazioni integrali, trascritte da Toro Goal.

Petrachi sull’ambiente ritrovato al suo ritorno:

«Sicuramente un ambiente depresso, non sano, molto disfattista da un certo punto di vista. Quindi molto complicato. Anche nel 2010 arrivai in un momento difficilissimo ma la contestazione era figlia di risultati sportivi che non arrivavano. Oggi c'è un malessere più profondo che sinceramente è difficile da vivere. Bisogna affrontarlo con coraggio, cercando di cambiare questo malpensiero».

Stadio Grande Torino deserto

Su come cambiare il malpensiero dell’ambiente:

«Ce la sto mettendo tutta. Sto cercando di infondere quel tremendismo del Toro, quell'idea del senso di appartenenza. Sono cose che mi hanno fatto apprezzare e amare questo posto, soprattutto quando l'ho perso. Dal primo dei magazzinieri all'ultimo dei calciatori cerco di far capire questo, perché diventa fondamentale in un momento così difficile in cui non abbiamo totalmente il supporto della gente, del tifoso, della Maratona. Mi piacerebbe tanto che i calciatori possano capire cosa sia la passione granata».

Petrachi, cosa si aspetta da D’Aversa oltre la salvezza:

«Innanzitutto andrei per gradi. Penso che in questo campionato così complicato per come è nato e proseguito, la salvezza sia comunque un obiettivo molto, molto importante. Per tutto il discorso ambientale che dicevo prima. Cercare di isolare la squadra, renderla quasi asettica a ciò che succede esternamente non è semplice. Ho fatto il calciatore, un po' di esperienza ce l'ho: il giocatore difficilmente si assume delle responsabilità, cerca sempre un alibi. Purtroppo l'alibi al Torino c'è perché è sempre colpa di qualcun altro. Mi auguro che si riesca in questa impresa, perché se ci si sta dentro si capiscono le difficoltà che si incontrano tutti i santi giorni ad arrivare in fondo a questo campionato. Quello che verrà dopo, si vedrà. L'importante è raggiungere l'obiettivo».

Roberto D'Aversa e Gianluca Petrachi al Filadelfia - Torino

Sul chiarimento con Baroni e sul suo esonero:

«È evidente che mandare via un allenatore sia sempre una sconfitta. Anche io sono arrivato in corsa, quindi la scelta di Baroni non è figlia di una mia gestione, ma non c'entra niente: quando si manda via un allenatore comunque qualcosa si è sbagliato. Baroni è un bravo allenatore e anche un amico, quindi la difficoltà è stata maggiore. Ma quando si arriva a un certo punto, purtroppo bisogna prendere delle decisioni difficili, drastiche. Fanno parte del nostro mondo del calcio, bisogna saperle accettare. Come l'ha presa? Io penso che Marco, da persona intelligente quale sia, abbia compreso che al Torino bisognasse dare una scossa».

Su come ricompattare l’ambiente:

«Sarei molto presuntuoso a pensare di riuscire totalmente da solo a ricompattare l'ambiente di Torino. I miei 10 anni al Toro mi hanno insegnato che il tremendismo granata ti rimane addosso. È importante trasferire questo. Credo che il Toro rimanga sempre: alcune volte sento qualcuno che dice che sia meglio ripartire dalla Serie B per cambiare le cose. Per me è inaccettabile, so quanto sacrificio ci sia stato nel 2011-12 a vincere il campionato di Serie B e lasciare quella categoria. Mantenere il Toro in Serie A e cercare di riuscire a ricreare qualcosa di importante, un ambiente che dia una spinta a tutti quanti diversa, anche per le nuove generazioni, è la mia ambizione. Non so se ci riuscirò, ma ce la metterò tutta».

Sulle basi per ricreare il Torino vincente di Ventura:

«Mi piacerebbe realizzarlo, però bisogna lavorarci tanto e avere unità di intenti. Ero stato calciatore di Ventura, conoscevo la sua mentalità, il suo modo di fare calcio, c'era una simbiosi in tutto ciò che si faceva. A me piacerebbe costruire innanzitutto questo tipo di unità. Che poi possa essere con D'Aversa o un altro allenatore, questo non lo so. Lo dirà il tempo, però le basi partono da una visione calcistica. La mia è quella di creare un sistema unito».

Ventura a colloquio con Petrachi al Filadelfia

Petrachi, che ha già vissuto una lunga e positiva esperienza al Toro tra il 2010 e il 2019, torna a vestire i panni del “motivatore” in un momento delicato della storia granata. Le sue parole trasmettono realismo ma anche grande passione e voglia di riscatto. Il direttore sportivo sottolinea l’importanza di isolare la squadra dal malessere esterno e di ritrovare quel senso di appartenenza che ha sempre caratterizzato il popolo granata.

CuoreToro.it seguirà con attenzione le prossime mosse di Petrachi e di Roberto D’Aversa. La salvezza resta l’obiettivo primario, ma il DS granata guarda già oltre, con l’ambizione di ricostruire un ambiente unito e competitivo. Il “tremendismo del Toro” invocato da Petrachi sarà la chiave per uscire da questo momento complicato.

Pisa-Torino, dove vederla in TV: canale, orario e streaming
Torino, infortunio per Duvan Zapata: il comunicato ufficiale

💬 Commenti (16)