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Ezio Loik, il motore del centrocampo granata

Nel Grande Torino non poteva mancare il “motore”. Quello che correva, recuperava palloni, serviva assist e segnava gol pesanti. Ezio Loik è stato tutto questo: mezzala destra dinamica, generosa e tecnicamente raffinata, uno dei pilastri della squadra più forte d’Italia e d’Europa tra il 1945 e il 1949.

Nato a Fiume il 26 settembre 1919, Loik crebbe calcisticamente nella sua città, passando poi al Milan e soprattutto al Venezia. Proprio in laguna formò con Valentino Mazzola una delle coppie più forti del calcio italiano dell’epoca, vincendo la Coppa Italia nel 1941.

4 maggio - il Grande Torino

Nel 1942 Ferruccio Novo lo portò al Torino insieme a Mazzola. Da quel momento iniziò la leggenda. In 7 stagioni con la maglia granata disputò 176 partite segnando 70 reti. La sua intesa con Mazzola divenne il cuore pulsante del Grande Torino: Loik correva e combatteva, Mazzola inventava e finalizzava.

Mezzala di grande sostanza e resistenza, Loik era ammirato per la sua generosità e per la capacità di essere decisivo sia in fase difensiva che offensiva. Con il Toro vinse cinque scudetti consecutivi (1943, 1946, 1947, 1948, 1949) e una Coppa Italia.

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Il destino spezzato sul colle di Superga

Anche lui, come tanti compagni, vestì la maglia della Nazionale (9 presenze e 4 gol). Morì a soli 29 anni nella tragedia di Superga il 4 maggio 1949, lasciando un vuoto enorme nel calcio italiano.

Oggi il suo nome resta inciso nella memoria di ogni tifoso granata come simbolo di dedizione e classe operaia del pallone.

4 maggio 1949 - la tragedia di Superga
4 maggio 1949 - la tragedia di Superga
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