Torino, serve una svolta per il futuro: Abate e Aquilani idee per la panchina granata?
I due tecnici hanno stupito in Serie B e potrebbero rappresentare il profilo perfetto per avviare un ciclo promettente
Il Torino è a una partita dalla fine della stagione. Dopo il derby con la Juventus, i granata inizieranno a programmare il futuro, con decisioni importanti da prendere sia per quanto riguarda l’area tecnica sia per la rosa.
Il percorso di Roberto D’Aversa resta comunque positivo, visto che è riuscito a evitare una disfatta che, fino alla gara contro la Lazio, sembrava molto concreta. La società, però, non si è ancora espressa sull’attuale allenatore, lasciando aperta ogni possibilità.

Tra i vari nomi emersi ci sono profili già passati dal Toro, come Ivan Juric, oppure vecchi pallini della dirigenza, come Rino Gattuso. Ma siamo sicuri che, dopo l’ennesima stagione deludente, non sia arrivato il momento di cambiare completamente direzione?
Torino, guarda alla Serie B
Due anni fa Urbano Cairo aveva deciso di puntare su Paolo Vanoli, reduce da una promozione in Serie A con il Venezia. Un tecnico nuovo nel panorama italiano che, nonostante alcune esperienze all’estero, in granata aveva avuto la possibilità di mettersi in mostra nella massima serie.
Un progetto terminato dopo appena una stagione ma che, in larga parte, i tifosi avevano apprezzato per la peculiarità rispetto al passato: maggiore coraggio nella manovra, una comunicazione diversa e ambizioni decisamente più interessanti. Insomma, l’uomo giusto per aprire un nuovo ciclo.

In questa stagione il Torino potrebbe chiudere tra il dodicesimo e il quattordicesimo posto, confermando comunque un campionato deludente. Perché allora non puntare su un progetto diverso, basato sulle idee promettenti di allenatori emergenti? I nomi principali potrebbero essere due: Ignazio Abate, ex giocatore granata e attualmente alla guida della Juve Stabia, e Alberto Aquilani, ancora in corsa per i playoff con il Catanzaro.
Abate, l’allenatore dei giovani
Nella serata di ieri la Juve Stabia è stata eliminata dal Monza nella semifinale playoff, rinunciando definitivamente al sogno promozione. I gialloneri, però, hanno mostrato non solo grande coraggio e perseveranza, ma anche un’identità tattica molto interessante.
Ignazio Abate, arrivato in punta di piedi dopo una stagione complicata alla Ternana, si è imposto fin da subito con un gioco offensivo che ha permesso ai campani di dominare diverse partite. Ciò che ha colpito maggiormente della gestione dell’ex terzino di Torino e Milan è stata soprattutto la valorizzazione dei giovani, come Alessio Cacciamani. L’esterno granata è cresciuto rapidamente proprio perché Abate ha trovato la posizione ideale per esaltare le sue caratteristiche, dandogli fiducia anche nei momenti più difficili.
Un profilo che potrebbe quindi rivelarsi perfetto per il Torino del futuro, una squadra che da tempo sembra mancare non solo di nuove idee tattiche, ma anche di una reale valorizzazione del settore giovanile.
Aquilani, la sfida alla concorrenza
Se Abate ha ancora bisogno di qualche passo ulteriore prima di essere considerato un allenatore pienamente affermato, il discorso relativo ad Alberto Aquilani è diverso. Dopo aver fatto molto bene con il Pisa, l’ex centrocampista si è messo in luce anche al Catanzaro, dove ha costruito una squadra spettacolare.
I calabresi, infatti, dopo un avvio complicato, hanno progressivamente assimilato le idee del tecnico romano, dando vita a un percorso convincente. Un gruppo composto da giovani promesse, come Mattia Liberali, e giocatori esperti, come Pietro Iemmello, capace di entusiasmare il pubblico grazie a un gioco prevalentemente offensivo. Pochi tocchi a centrocampo e tante verticalizzazioni verso trequartisti e attaccanti: quel coraggio che a Torino si cerca ormai da tempo.
Visti gli ultimi risultati deludenti, che continuano a peggiorare anche la classifica, provare ad avviare un progetto concreto con allenatori diversi potrebbe essere la chiave per riportare il Torino a essere una squadra importante, intensa e divertente da seguire.

