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Gianluca Rocchi, indagato per frode sportiva

Mentre le squadre di Serie A si giocano gli obiettivi di una stagione intera, il cuore pulsante delle direzioni arbitrali sta vivendo i suoi giorni più bui. La Commissione Arbitri Nazionale (CAN) è di fatto dimezzata, con soli quattro membri operativi su sei. Il vuoto di potere lasciato dall'auto-sospensione di Gianluca Rocchi e dal coinvolgimento di Andrea Gervasoni nelle indagini milanesi — rispettivamente per presunte irregolarità nelle gare Udinese-Parma e Salernitana-Modena — impone una svolta immediata per garantire la credibilità delle ultime giornate.

La collegialità non basta

Teoricamente, il regolamento permetterebbe alla commissione di proseguire le designazioni in modo collegiale, poiché gli atti formali portano la firma dell'intero organo e non solo del singolo designatore. Tuttavia, con le ultime partite di campionato all’orizzonte, la sensibilità del momento suggerisce la necessità di una guida certa e carismatica, capace di gestire le pressioni esterne ed evitare ulteriori polemiche sulla regolarità della competizione.

Il duello per la nomina: Celi vs Ciampi

Il Comitato Nazionale dell’Aia è chiamato a decidere in queste ore su chi assumerà l'onere del fischietto. Inizialmente si è fatta strada l'ipotesi di Maurizio Ciampi, profilo esperto già alla guida della CAN C, ma la sua candidatura sembra frenata da una questione di opportunità. Ciampi è infatti coinvolto indirettamente nella vicenda del presidente dell'AIA Antonio Zappi, accusato di aver esercitato pressioni proprio su di lui: un verdetto del Collegio di Garanzia dello Sport è atteso a breve e potrebbe complicare ulteriormente il quadro istituzionale.

Proprio per questo, Domenico Celi appare oggi come il candidato più solido e credibile. L’ex arbitro barese, attuale responsabile del settore tecnico arbitrale, vanta un vantaggio competitivo cruciale: conosce profondamente il gruppo arbitrale di Rocchi, avendo partecipato a tutti i raduni stagionali pur non facendo parte della CAN. Una soluzione di continuità tecnica che eviterebbe pericolosi scossoni. Resta invece marginale l'ipotesi Matteo Trefoloni, bloccato dai suoi impegni internazionali con la FIFA.

Verso un commissariamento?

Oltre la questione delle designazioni, si staglia l’ombra di un intervento drastico del CONI. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha più volte auspicato un commissariamento della FIGC, mentre la stessa AIA rischia un provvedimento simile a causa delle tensioni interne e delle vicende giudiziarie che la attanagliano. In un clima dove "guardare lontano" e programmare la prossima stagione sembra un lusso impossibile, l'obiettivo minimo dell'AIA resta quello di portare a termine il campionato senza che il sistema collassi definitivamente sotto il peso delle inchieste.

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